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Ebola avanza in Congo: l'OMS lancia l'allarme, 'siamo in ritardo'

Il ceppo Bundibugyo causa oltre 360 contagi e decine di morti. Contatti tracciati solo al 45%, restrizioni ai viaggi e conflitti ostacolano la risposta. A rischio l'Africa centrale.

Salute e Scienza16 testate5 lingue2 min letturaAgg. 07:17

L'Organizzazione mondiale della sanità ha elevato l'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda al livello di emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, il secondo grado di allerta più severo. Mentre Kinshasa e Kampala confermano oltre 360 casi e più di 60 decessi — con il focolaio che si estende a nuove zone sanitarie come Mambasa — il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ammette: «L'epidemia ha avuto un grande vantaggio e siamo ancora in ritardo». Il ceppo Bundibugyo, raro e per il quale non esistono vaccini efficaci, potrebbe aver iniziato a circolare già a gennaio, mesi prima dell'identificazione ufficiale di metà maggio.

Le difficoltà nel contenimento sono molteplici. Secondo l'OMS, appena il 45% dei contatti è tracciato, ben al di sotto della soglia del 90% necessaria per spezzare le catene di trasmissione. La sfiducia delle comunità locali, alimentata dalla somiglianza dei sintomi con la malaria e da decenni di conflitto armato nell'est del Congo, frena le indagini epidemiologiche. Le zone minerarie dell'Ituri, dove si concentra il contagio, espongono la popolazione a serbatoi naturali del virus, mentre gli attacchi di milizie affiliate allo Stato islamico complicano gli interventi sul campo. A questo si aggiungono le restrizioni di viaggio imposte da alcuni paesi: il Canada ha sospeso i visti per i cittadini congolesi e introdotto una quarantena obbligatoria di 21 giorni per chi proviene dalle aree colpite, suscitando la reazione di Tedros, che invita a revocare tali blocchi perché «interrompono le catene di approvvigionamento e ostacolano la risposta».

Il quadro finanziario resta critico. Per i prossimi tre mesi servirebbero 115 milioni di dollari, ma al momento solo il 35% è stato assicurato. L'epidemia, la diciassettesima nella storia del paese e la terza per dimensione globale, minaccia di propagarsi in modo incontrollato in Africa centrale e orientale, favorita dall'alta mobilità dei rifugiati e da infrastrutture sanitarie precarie. L'OMS valuta il rischio nazionale come «estremamente alto», sebbene quello globale sia per ora considerato basso. Mentre la comunità internazionale tenta di recuperare terreno, resta aperto l'interrogativo su quanto le misure unilaterali di contenimento, come i divieti di viaggio, possano aggravare una crisi che richiede invece cooperazione e investimenti mirati sul territorio.

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L'epidemia di Ebola in Congo e Uganda avanza più rapidamente della risposta internazionale, ostacolata da insicurezza e tracciamento insufficiente. Le restrizioni generalizzate ai viaggi, come il blocco dei visti canadese, compromettono le catene di approvvigionamento e ostacolano gli aiuti, spingendo l'OMS a chiederne la revoca immediata.

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La rara e letale ceppa Bundibugyo sta facendo scattare gli allarmi globali perché priva di vaccini efficaci. La sua diffusione è favorita dalla somiglianza con la malaria, dalla sfiducia sociale, dall'attività mineraria che espone ai serbatoi naturali del virus, dai conflitti armati e dalla fragilità dei sistemi sanitari. L'alta mobilità dei rifugiati rischia di trasformare l'epidemia in una crisi incontrollata in tutta l'Africa centrale e orientale.

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L'OMS ringrazia le autorità della RDC per gli sforzi che stanno consentendo di contenere l'epidemia di Ebola. Dopo un inizio rapido al quale la risposta era in ritardo, sotto la guida congolese i test sono migliorati e il tracciamento sta recuperando, dimostrando progressi concreti.

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La Gaceta3 giu, 19:19
Australian Broadcasting Corporation (ABC)4 giu, 03:27
BBC News Russian3 giu, 19:19
Al-Manar Arabic3 giu, 21:25
The Guardian3 giu, 21:22
Valor Econômico3 giu, 18:00