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E85 e olio di palma: India e Indonesia alle prese con la transizione

Mentre Delhi lancia la benzina all’85% di etanolo, Giacarta alza i prezzi dell’olio da cucina. Due strategie per domare insicurezza energetica e inflazione.

Economia4 testate3 lingue3 min letturaAgg. 04:16

L’India ha compiuto un passo decisivo nella corsa ai biocarburanti con l’apertura a Delhi della prima pompa di E85, una miscela all’85% di etanolo e solo il 15% di benzina, venduta a 82,12 rupie al litro – circa 20 rupie in meno del normale E20. Il ministro del Petrolio Hardeep Singh Puri ha annunciato l’ambizioso piano di espandere la rete da poche decine di stazioni a 5.000 punti vendita entro il 2027, con l’obiettivo di portare la quota media di etanolo al 26% entro il 2030-31. La mossa, accolta con entusiasmo dall’industria saccarifera nazionale, punta a ridurre la bolletta petrolifera da 120 miliardi di dollari e l’inquinamento urbano.

Tuttavia, l’accelerazione verde incontra la resistenza silenziosa di milioni di automobilisti. Un’indagine condotta su 42.000 proprietari di veicoli antecedenti al 2023 rivela che la metà desidera tornare alle vecchie miscele E0 o E10, dopo aver sperimentato cali di efficienza e usura anomala dei motori con l’E20, ormai diffuso su tutto il territorio. Il paradosso è evidente: il carburante più pulito si traduce in costi di manutenzione più alti per la classe media, proprio mentre il governo spinge per una transizione sempre più rapida.

A oltre cinquemila chilometri di distanza, l’Indonesia affronta una tensione analoga sul fronte dei beni alimentari. A Cimahi, Giava Occidentale, le scorte di Minyakita – l’olio da cucina a prezzo controllato – scarseggiano, mentre i commercianti attendono l’annuncio dell’aumento del prezzo massimo al dettaglio. La decisione di Giacarta riflette l’impennata del greggio di palma (CPO) sui mercati internazionali, ma rischia di alimentare il malcontento popolare in un paese dove l’olio è ingrediente quotidiano. L’attuale tetto di 15.700 rupie al litro, fissato nel 2022, appare ormai insostenibile per i produttori.

Entrambe le crisi si inseriscono in un quadro globale in cui le politiche climatiche intersecano la sicurezza alimentare ed energetica. Dall’Unione europea, che ha progressivamente bandito l’olio di palma dai biocarburanti per deforestazione, gli analisti osservano come le scelte di Nuova Delhi e Giacarta ridisegnino i flussi commerciali. L’etanolo indiano, derivato in gran parte da canna da zucchero e mais, compete con le produzioni agricole per il suolo, mentre l’espansione dell’E85 potrebbe assorbire eccedenze che altrimenti finirebbero sul mercato globale degli zuccheri. L’olio di palma indonesiano, dirottato verso usi alimentari interni, potrebbe ridurre l’export e influenzare i prezzi al dettaglio in Europa.

Guardando avanti, la scommessa indiana sull’etanolo dovrà fare i conti con un parco circolante obsoleto e con la necessità di adattare le infrastrutture. L’Indonesia, dal canto suo, sperimenta la volatilità di un prodotto strategico in un contesto di sussidi e prezzi amministrati. Per entrambe, la lezione è chiara: la transizione ecologica, che sia nei serbatoi o in cucina, richiede un equilibrio delicato tra ambizione e pragmatismo, pena la perdita di consenso tra i cittadini che ne sostengono il costo.

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Nonostante l'India abbia raggiunto l'obiettivo di miscelazione del 20% di etanolo nella benzina con largo anticipo, un sondaggio rivela che molti proprietari di veicoli a benzina antecedenti al 2023 segnalano consumi più elevati e maggiori costi di manutenzione; la metà di loro desidera tornare a miscele con meno etanolo. Nel frattempo, il governo prosegue con miscele ancora più alte, lanciando il carburante E85 a un prezzo nettamente inferiore per ridurre le importazioni di petrolio e sostenere l'industria nazionale dell'etanolo.

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L'India ha iniziato a vendere il carburante E85, una miscela con l'85% di etanolo, che secondo il ministro del Petrolio contribuirà a ridurre l'inquinamento e la dipendenza del paese dal petrolio importato. Il nuovo carburante costa circa 20 rupie al litro in meno rispetto all'E20, e si prevede di estendere la sua disponibilità da poche decine a migliaia di stazioni di servizio nel prossimo biennio.

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A Cimahi, le scorte dell'olio da cucina sovvenzionato Minyakita scarseggiano mentre il governo valuta un aumento del prezzo massimo al dettaglio a causa dell'oscillazione del prezzo dell'olio di palma grezzo. I commercianti del mercato sono già informati dell'imminente rincaro, anche se l'entità e la tempistica rimangono incerte in attesa dell'evoluzione del mercato del CPO.

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