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Dall’Amazzonia al Mediterraneo, l’offensiva globale contro narcos e garimpeiros

Arresti in Marocco e Colombia di latitanti con doppia nazionalità, operazioni in Brasile contro traffico di droga e miniere clandestine: la cooperazione internazionale stringe il cerchio.

Diritto6 testate3 lingue3 min letturaAgg. 19:08

Lunedì 8 giugno, le forze di sicurezza marocchine, in coordinamento con l’Interpol, hanno arrestato undici persone a Marrakech e Tangeri: dieci con doppia nazionalità – marocchina e francese, belga o olandese – e un cittadino francese. Erano destinatari di mandati di cattura internazionali emessi da autorità giudiziarie di Francia, Belgio e Paesi Bassi per riciclaggio, traffico di stupefacenti e frode. Quasi in simultanea, a Medellín, in Colombia, la polizia migratoria ha catturato in un albergo del quartiere El Poblado un olandese colpito da una “red notice” dell’Interpol richiesta dai Paesi Bassi per narcotraffico e lavaggio di denaro. I due episodi disegnano la geografia di una rete criminale transnazionale che dall’Europa si ramifica nel Nord Africa e nel cuore dell’America Latina.

Il Brasile, snodo cruciale per la cocaina destinata all’Europa, ha vissuto una giornata analoga. Ad Oiapoque, nell’estremo nord dell’Amapá, la Polizia Federale ha eseguito mandati di perquisizione e un arresto preventivo contro un’organizzazione guidata da una donna già ai domiciliari per aver reclutato corrieri della droga; il tribunale ha revocato la misura cautelare, riconoscendo che continuava a dirigere le operazioni. Poche ore prima, all’aeroporto di Guarulhos, una imprenditrice della moda di Uberaba, atterrata da Londra, è stata fermata: condannata a otto anni e nove mesi per finanziamento del traffico internazionale, era ricercata dall’Interpol. Entrambi i casi confermano come il narcotraffico si avvalga di figure insospettabili e di rotte aeree commerciali.

Sul fronte ambientale e minerario, due operazioni hanno scoperchiato il lato oscuro dell’estrazione illegale d’oro. A Colniza, nel Mato Grosso, un garimpeiro fermato con una pistola ha offerto agli agenti diecimila reais in oro per comprare la libertà, mentre un adolescente veniva affidato alle autorità minorili. Più a nord, in Pará, l’operazione “Rota do Ouro” ha sequestrato tre escavatori e un pick-up in un’area dove, in tre anni, sarebbero stati estratti clandestinamente circa ottanta chili d’oro, con devastazione di zone di preservazione permanente. L’oro illegale amazzonico è da tempo sospettato di finanziare i cartelli della droga e di infiltrarsi nei circuiti finanziari internazionali.

La simultaneità di queste azioni – dal Maghreb alle Ande, passando per San Paolo – non è casuale. Riflette un’intensificazione della cooperazione giudiziaria e di polizia che fa perno sulle “red notice” dell’Interpol e su squadre investigative congiunte. Per l’Europa, e per l’Italia in particolare, il messaggio è duplice: le rotte della cocaina che attraversano l’Africa occidentale e il Mediterraneo sono alimentate da capitali che affondano nel sottosuolo amazzonico e in società di comodo gestite da insospettabili professionisti. La sfida futura, osservano analisti di Bruxelles, sarà colpire non solo i latitanti di alto profilo, ma anche i meccanismi finanziari che trasformano l’oro sporco in beni di lusso e investimenti immobiliari nelle capitali europee.

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Nel fine settimana le forze dell’ordine latinoamericane hanno arrestato diverse persone legate alla criminalità transnazionale, tra cui un olandese a Medellín e un’imprenditrice brasiliana di ritorno da Londra. Un minatore clandestino ha tentato di corrompere gli agenti con oro grezzo, mentre operazioni isolate hanno smantellato reti di narcotraffico e estrazione illegale. Questi episodi evidenziano la persistente lotta della regione contro corruzione e crimine organizzato.

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I servizi di sicurezza marocchini, in coordinamento con l’Interpol, hanno arrestato undici persone con doppia nazionalità francese, belga e olandese durante retate simultanee a Marrakech e Tangeri. I fermati erano destinatari di notifiche rosse internazionali, a dimostrazione dell’efficacia della cooperazione multilaterale di intelligence. L’operazione esalta il ruolo proattivo del Marocco nella sicurezza globale e l’efficienza del suo apparato di sicurezza.

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Hespress9 giu, 00:14
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