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Cibo contaminato: 1,5 milioni di morti l’anno. E in Yemen 5 milioni a rischio fame

Un rapporto dell’OMS denuncia il peso globale delle malattie di origine alimentare, che colpiscono soprattutto i bambini. Intanto, la crisi umanitaria in Yemen aggrava l’insicurezza alimentare.

Salute e Scienza8 testate4 lingue2 min letturaAgg. 13:07

Il cibo che consumiamo ogni giorno nasconde insidie che ogni anno causano la morte di un milione e mezzo di persone e quasi 900 milioni di casi di malattia. È il quadro allarmante tracciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha analizzato dati provenienti da 194 Paesi nell’arco di due decenni, dal 2000 al 2021. I più vulnerabili sono i bambini, che hanno una probabilità quasi tripla di ammalarsi rispetto agli adulti, mentre Africa e Sud-est asiatico concentrano due terzi delle infezioni e il 60% dei decessi.

Batteri, virus e parassiti sono i principali responsabili delle patologie, ma sono le sostanze chimiche – in particolare arsenico e piombo – a provocare una quota sproporzionata di morti, spesso legate a danni neurologici irreversibili. L’esposizione al metilmercurio, ad esempio, può compromettere lo sviluppo cognitivo dei più piccoli. Il costo economico di queste malattie è immenso: 647 miliardi di dollari all’anno, secondo le stime, un onere che grava in modo diseguale sui sistemi sanitari più fragili.

La sicurezza del cibo non è soltanto una questione di contaminazione. In Yemen, quasi cinque milioni di persone – una su due nelle aree controllate dal governo – si trovano in condizioni di insicurezza alimentare acuta, come denunciano le agenzie dell’ONU. Fao, Pam e Unicef hanno lanciato un appello congiunto per aumentare i finanziamenti destinati agli aiuti umanitari, ai servizi nutrizionali e ai programmi agricoli. La crisi yemenita, aggravata dal conflitto e dal collasso economico, mostra come l’accesso al cibo resti un’emergenza globale, che affianca le sfide legate alla qualità degli alimenti.

Di fronte a questi dati, l’Europa e l’Italia non possono considerarsi al riparo. Sebbene i nostri standard di sicurezza alimentare siano tra i più elevati, la globalizzazione delle filiere e i cambiamenti climatici aumentano i rischi di contaminazione e di crisi dei prezzi. Investire in sistemi di monitoraggio, cooperazione internazionale e ricerca è la via obbligata per proteggere la salute pubblica e prevenire future emergenze, in un mondo in cui cibo e salute sono sempre più intrecciati.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Un nuovo studio indica un possibile legame tra un elevato consumo di cibi ultra-processati e un aumento del rischio di demenza e declino cognitivo negli anziani. La ricerca suggerisce che le scelte alimentari potrebbero influire sulla salute cerebrale a lungo termine, anche se i risultati sono preliminari e richiedono ulteriori verifiche. Ciò trasforma la narrazione globale sul cibo in una preoccupazione per le società ricche che invecchiano.

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Le Nazioni Unite avvertono che quasi cinque milioni di persone nelle aree controllate dal governo in Yemen stanno scivolando verso un'insicurezza alimentare acuta, con una persona su due che affronta una fame severa. La crisi dovrebbe aggravarsi tra marzo e maggio 2026, mentre le devastazioni della guerra, il collasso economico e la mancanza di aiuti si intensificano. Ciò sposta la narrazione globale sul cibo verso una catastrofe umanitaria immediata in una zona di conflitto.

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Nuovi dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che il cibo non sicuro provoca un enorme carico di malattie, con 866 milioni di casi e 1,5 milioni di morti ogni anno, colpendo in modo sproporzionato bambini e regioni povere. Il rapporto sottolinea che l'Africa e il Sud-est asiatico sopportano il peso maggiore di questa crisi invisibile, alimentata da acqua contaminata, scarsa igiene e rischi chimici. Questa chiave di lettura presenta la sicurezza alimentare come un netto divario di sviluppo, che esige attenzione globale immediata.

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Antara News4 giu, 09:40
Aftonbladet4 giu, 03:29