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Eriksen, un nuovo crollo in campo: il calcio torna a tremare

A cinque anni dall’arresto cardiaco, il centrocampista danese perde conoscenza in un’amichevole con l’Ucraina. Il defibrillatore lo soccorre, è cosciente. L’incontro sospeso tra angoscia e sollievo.

Sport65 testate10 lingue3 min letturaAgg. 08:59

Eriksen si accascia al minuto 65 di Danimarca-Ucraina, una partita di preparazione senza le tensioni di un Mondiale a cui nessuna delle due nazionali è riuscita a qualificarsi. Le mani al petto, poi il buio: è un replay doloroso del 12 giugno 2021. Ma questa volta il pacemaker impiantato cinque anni fa scatta in pochi secondi. Il centrocampista riprende conoscenza quasi subito, si rialza e, tra gli applausi dello stadio di Odense, raggiunge a piedi l’ambulanza. «Christian sta bene e ha lasciato il campo da solo», dichiara il medico della nazionale danese, Morten Boesen, precisando che il dispositivo ha funzionato come previsto. La federcalcio danese conferma che Eriksen è vigile e verrà sottoposto a ulteriori esami.

La memoria collettiva torna fatalmente a quel tragico pomeriggio di Copenaghen, quando il mondo assistette in diretta alla rianimazione cardiopolmonare che gli salvò la vita. Allora, Eriksen riemerse dal coma farmacologico con un defibrillatore sottocutaneo, e una carriera che pareva spezzata trovò nuova linfa in Inghilterra e in Germania. Oggi, a 34 anni, il giocatore del Wolfsburg incarna la resilienza di chi sfida i limiti del corpo, ma anche la fragilità di un equilibrio sempre precario. L’episodio di Odense – un collasso breve, gestito con efficacia – ripropone il dilemma etico e medico su quanto sia sostenibile per un atleta professionista convivere con un dispositivo salvavita.

Le reazioni internazionali pongono accenti diversi. In Italia, dove Eriksen ha vestito la maglia dell’Inter, è risuonata la rigidità del protocollo che vieta l’attività agonistica con defibrillatore, costringendolo all’addio alla Serie A. I media tedeschi, dal Bild alla FAZ, hanno riportato il messaggio del Wolfsburg (“Wir denken an dich”) e sottolineato la prontezza dello staff medico. I quotidiani scandinavi hanno diffuso le rassicurazioni del team sanitario, mentre l’informazione araba e asiatica, da Algeri a Giacarta, ha insistito sulla solidarietà dei compagni e sul silenzio irreale che ha avvolto lo stadio. In America Latina, dalla Argentina al Messico, è stato letto come un presagio amaro alla vigilia di un Mondiale che Eriksen non giocherà mai più.

Quale futuro attende il capitano danese? I controlli in ospedale chiariranno se si sia trattato di un episodio isolato o di un segnale più preoccupante. Intanto, il calcio si interroga: può un cuore già segnato reggere ancora il ritmo dello sport di vertice? La resilienza di Eriksen ha già scritto una pagina memorabile, ma il confine tra coraggio e rischio è sottile. L’immagine dell’uomo che lotta due volte contro il destino – come ha titolato un giornale italiano – resterà impressa ben oltre l’esito dei referti medici.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa africana subsaharianaStampa europea continentale
Stampa latinoamericanaallarmeurgenza

La stampa latinoamericana descrive il crollo di Eriksen come un nuovo shock, riaccendendo l'incubo del 2021. Le cronache sottolineano la paura sul campo e il silenzio del pubblico, mentre rassicurano che il giocatore è cosciente e verrà sottoposto a ulteriori esami, ma l'atmosfera resta di massima allerta.

Stampa africana subsaharianadistaccopragmatismo

I media africani anglofoni riportano l'accaduto con sobrietà, citando il comunicato della federazione danese secondo cui Eriksen è cosciente e sta bene. L'attenzione è sul dispositivo salvavita e sul fatto che abbia camminato da solo, minimizzando il sensazionalismo.

Stampa europea continentaleallarmeurgenzavittimismo

La stampa europea, specie italiana, carica l'evento di un senso di destino beffardo: 'il cuore ancora' e 'il destino che bussa due volte'. Si intrecciano cronaca medica e riflessione sulla fragilità del calciatore, con uno sguardo al passato drammatico e alle incognite per il Mondiale imminente.

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Excelsior8 giu, 00:03
Jawa Pos8 giu, 05:31
Poder3608 giu, 05:31
Bild8 giu, 00:03
El Nuevo Siglo8 giu, 00:03
Helsingborgs Dagblad8 giu, 00:03
La Stampa8 giu, 00:04
Sydsvenskan8 giu, 00:04