Accedi
Edizione delle 20:00 CETmercoledì 10 giugno 2026
287 testate · 16 lingue17 briefing oggi
martedì 9 giugno 2026 · Edizione delle 06:00 CET

Carney conquista la maggioranza: il Canada voltapagina con un ex banchiere centrale

Le elezioni suppletive di Toronto regalano a Mark Carney un governo stabile fino al 2029. Da Bruxelles a Pechino, il suo mandato è letto come un argine alle pressioni commerciali di Washington.

Politica10 testate2 lingue3 min letturaAgg. 09:39

Con le vittorie nei due collegi di Toronto, Scarborough-Sud-Ouest e University-Rosedale, il primo ministro canadese Mark Carney ha superato la soglia di 172 seggi alla Camera dei Comuni, assicurandosi una risicata ma solida maggioranza assoluta. Lunedì sera i candidati liberali Danielle Martin e Doly Begum hanno conquistato le circoscrizioni con percentuali schiaccianti, rispettivamente oltre il 65% e un margine che ha spento sul nascere le speranze dei conservatori. Resta in sospeso il terzo seggio, quello del distretto quebecchese di Terrebonne, conteso tra liberali e Bloc Québécois, ma il risultato non cambierebbe la geometria parlamentare: la coalizione di Carney, sostenuta anche da alcuni cambi di casacca di deputati dell'opposizione, governa ora con 173 seggi, uno in più del minimo indispensabile [A1][A3][A10].\n\nPer il Canada si chiude così una stagione di sette anni di esecutivi di minoranza, in cui il partito al potere doveva negoziare ogni provvedimento con le opposizioni. L'ultimo governo maggioritario a Ottawa risaliva al 2019, prima delle due legislature targate Justin Trudeau. Carney, insediatosi appena un anno fa dopo una campagna elettorale che non gli aveva dato il controllo pieno del Parlamento, aveva finora governato per appello, talvolta forzando la mano. La svolta è stata accelerata da quattro passaggi di campo di deputati conservatori, l'ultimo dei quali — quello di Marilyn Gladu — è stato bollato dall'ex ministro tory Peter MacKay come un "colpo al cuore" per il suo schieramento [A4][A6][A12]. Il premier ex governatore della Banca del Canada e della Banca d'Inghilterra potrà ora approvare leggi senza il consenso degli avversari, scongiurando elezioni anticipate fino all'ottobre del 2029.\n\nDall'Europa, e in particolare dalla stampa francofona, la notizia viene letta nella chiave di una stabilità ritrovata per un paese del G7 alle prese con le minacce commerciali statunitensi. Secondo gli analisti di Bruxelles e Parigi, la figura di Carney — banchiere centrale abituato alle stanze del Fondo monetario e della Bce — è percepita come un argine tecnocratico alle tensioni con Washington, capace di accelerare le riforme per diversificare l'economia canadese, ancora troppo dipendente dal mercato americano [A7][A8]. Da Pechino, la stampa in lingua inglese sottolinea il "colpo d'ala" del premier, che ora ha le mani libere per consolidare la propria leadership e imprimere una sterzata alla politica commerciale, guardando anche a nuovi accordi con l'Asia [A13]. Per l'Italia e l'Unione europea, un Canada meno vincolato all'orbita statunitense potrebbe significare una sponda più pragmatica nei negoziati sul CETA e una possibile collaborazione sui dossier delle materie prime critiche.\n\nLa partita non è priva di insidie: la maggioranza è sottile e la disciplina di partito dovrà essere ferrea. I conservatori, indeboliti dai transfughi, cercheranno di ricompattarsi, mentre il Nuovo Partito Democratico e il Bloc Québecois testeranno la tenuta del governo su temi come l'ambiente e la sanità. Tuttavia, con l'agenda politica ora fissata dall'esecutivo, Carney può tradurre in provvedimenti le sue promesse di un Canada "imprenditore di sé stesso", puntando su transizione energetica e sostegno all'industria manifatturiera in chiave anti-dazi. L'esito della suppletiva di Terrebonne, atteso nelle prossime ore, potrà dare un segnale sul consenso francofono, ma non modificherà una realtà: dopo un anno di navigazione a vista, il capitano ha ora il vento in poppa [A5][A12].

Questa notizia è apparsa su

10 testate · 2 lingue · finestra 24 ore

Le Temps
BBC News
Le Monde
South China Morning Post (SCMP)
Le Devoir
The New York Times
National Post
The Hindu