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Cancro al pancreas, all'Asco 2026 il farmaco che raddoppia la sopravvivenza

Il daraxonrasib riduce del 60% il rischio di morte nei tumori metastatici. Intanto il Regno Unito approva una nuova terapia per l'ovaio. Ma l'accesso resta un nodo globale.

Salute e Scienza5 testate5 lingue3 min letturaAgg. 06:58

L'applauso che ha interrotto la presentazione dei risultati del trial RASolute 302 alla riunione annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) 2026 a Chicago non è stato soltanto un gesto di cortesia scientifica. È stato il riconoscimento di una svolta attesa da decenni: il daraxonrasib, una terapia orale mirata contro la proteina RAS mutata, ha quasi raddoppiato la sopravvivenza globale dei pazienti con tumore del pancreas metastatico già trattato, riducendo il rischio di morte di circa il 60%. Per una neoplasia che uccide entro cinque anni la stragrande maggioranza dei malati e che finora aveva resistito a ogni approccio innovativo, i dati – pubblicati in parallelo sul New England Journal of Medicine – hanno assunto il sapore di una pietra miliare.

L'edizione 2026 del congresso ha però offerto una visione più ampia: dagli esperti brasiliani e latinoamericani è arrivata la sottolineatura che l'oncologia sta virando verso una personalizzazione spinta, dove le terapie non seguono più protocolli rigidi ma si adattano al profilo molecolare del singolo tumore, mentre il concetto di qualità della vita diventa un endpoint clinico primario. Non solo pancreas: significativi passi avanti sono stati annunciati anche per il carcinoma polmonare e per le terapie cellulari, in un intreccio di precisione molecolare e attenzione al paziente che ridisegna i confini della cura.

Mentre a Chicago si applaudiva, dall'altra parte dell'Atlantico giungeva una notizia di impatto più immediato per i sistemi sanitari europei. L'agenzia britannica NICE ha approvato per il Servizio sanitario nazionale il mirvetuximab soravtansine, primo nuovo farmaco in vent'anni per il tumore ovarico resistente alla chemioterapia. Un "missile biologico" capace di agganciarsi alle cellule tumorali, che secondo gli studi garantisce circa quattro mesi di sopravvivenza in più. Una decisione che guarda con attenzione anche l'Europa continentale e l'Italia, dove AIFA dovrà valutare un prezzo negoziabile per terapie sempre più mirate e costose.

Proprio il nodo dell'accesso è emerso con forza dai commenti della stampa e dei lettori del mondo arabo: "Quando diventerà disponibile per i poveri? Fra cinquanta o cento anni?", si chiedeva un commentatore su un quotidiano marocchino, mentre un altro faceva notare che simili rivoluzioni terapeutiche rischiano di allargare il divario tra chi può permettersi cure d'avanguardia e chi no. L'entusiasmo della comunità scientifica, insomma, si scontra con la realtà di sistemi sanitari fragili e di brevetti che allungano i tempi della diffusione.

L'Asco 2026 ha dunque indicato la rotta, ma il viaggio perché queste innovazioni diventino cura quotidiana è ancora lungo. L'Europa e l'Italia dovranno attrezzarsi non solo per valutare rapidamente l'efficacia, ma anche per negoziare meccanismi di rimborso sostenibili. Il rischio è che il cancro del pancreas e altre patologie orfane restino terreno di conquista solo per chi ha le risorse per permettersi la speranza.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa latinoamericanaStampa arabo levante-Maghreb
Stampa latinoamericanatrionfopragmatismoscetticismo

I più importanti progressi nella lotta contro il cancro arrivano dal congresso ASCO 2026, dove una nuova terapia contro il tumore al pancreas raddoppia la sopravvivenza. L’entusiasmo per il dato è accompagnato dalla cautela degli oncologi, che sottolineano la necessità di conferme cliniche e di mantenere l’attenzione sulla qualità di vita. La medicina si consolida così attorno ai pilastri della personalizzazione terapeutica, della precisione molecolare e degli esiti centrati sul paziente.

Stampa arabo levante-Maghrebtrionfovittimismo

Un momento storico e un applauso commosso hanno accolto l’annuncio di una svolta contro il tumore al pancreas al congresso mondiale. Tuttavia, dietro i titoli trionfali si insinua la domanda su quando questi farmaci di frontiera saranno realmente accessibili ai poveri. Il progresso scientifico viene così letto attraverso il prisma dell’ingiustizia sociale, dove la gioia resta sospesa finché il diritto alla cura non sarà universale.

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El Espectador4 giu, 05:27
The Independent4 giu, 03:26
Hespress3 giu, 21:23
CNN Brasil4 giu, 03:27
UOL3 giu, 21:24