Brennero, blocco dei residenti anti-tir e attentato alle centraline: giornata di caos e tensione
L'autostrada del Brennero chiusa per ore dalla protesta pacifica contro il traffico pesante, mentre un incendio doloso manda in tilt la linea ferroviaria Verona-Brennero. Indagini sulla pista anarco-ambientalista.

Il temuto collasso della circolazione sull’asse del Brennero — snodo cruciale per il commercio e il turismo tra Germania e Italia — non si è materializzato. Sabato, nonostante la chiusura totale dell’autostrada A13 in Tirolo dalle 11 alle 19 per una manifestazione di residenti esasperati, il traffico è rimasto sotto controllo grazie a una massiccia campagna informativa coordinata dalle autorità austriache e italiane. Il vero blackout ha colpito invece i binari: un incendio doloso a due centraline ferroviarie nei pressi di Domegliara, nel Veronese, ha paralizzato per ore la linea del Brennero, causando ritardi fino a cento minuti e riportando l’attenzione su una frangia eco-anarchica già attiva in passato.
La protesta, organizzata dal sindaco di Gries am Brenner, Karl Mühlsteiger, ha visto migliaia di cittadini del Wipptal invadere pacificamente la carreggiata. «Vogliamo mandare un messaggio a Bruxelles e al governo di Vienna: il traffico è in costante aumento», ha dichiarato all’AFP. Sui cartelli si leggevano slogan come «L’UE, il transito e il profitto distruggono la nostra salute» e «Via il traffico pesante dalle nostre strade». Dal lato tedesco, un giovane manifestante sfoderava un cartello eloquente: «Deutschland bricht Verträge – Tirol erstickt», alludendo alla mancata realizzazione di alternative su rotaia promesse da Berlino. L’Austria, da anni in rotta con la Commissione europea per i divieti settoriali di circolazione, vede crescere un malessere diffuso tra le comunità alpine, strette tra la difesa della qualità della vita e la pressione di 2,4 milioni di camion l’anno.
Sul versante italiano, la prefettura aveva confermato la manifestazione, ignorando le proteste di associazioni di autotrasportatori e amministratori locali. Proprio mentre il blocco si svolgeva senza incidenti, la Digos indagava sull’attentato incendiario alle infrastrutture ferroviarie. Secondo gli investigatori, il rogo — non rivendicato ma dalle modalità simili ad azioni precedenti — è riconducibile all’area anarco-ambientalista, che già in passato aveva colpito obiettivi legati al trasporto su ferro. L’episodio ha reso evidente la compresenza di due volti dell’ambientalismo: quello istituzionale e territoriale, capace di mobilitare pacificamente migliaia di persone, e quello radicale e clandestino, pronto a sabotare.
La giornata rilancia il dilemma strategico del corridoio transalpino. Nell’ottica di Bruxelles, la libera circolazione delle merci è un pilastro del mercato unico; per Vienna e, in misura diversa, per Roma, gli interessi nazionali — ambientali e commerciali — richiedono invece soluzioni più articolate. L’Italia, con il suo export che viaggia su gomma, teme ogni restrizione permanente. Dalle regioni di confine si leva la richiesta di investimenti decisi sul trasporto ferroviario intermodale e di una revisione delle norme europee sul transito. Fino ad allora, la valle del Brennero resterà un termometro sensibile delle contraddizioni della mobilità continentale.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Dal punto di vista italiano, il blocco del Brennero rappresenta una paralisi inaccettabile di un corridoio strategico, mentre un attentato doloso alla linea ferroviaria Verona-Brennero alimenta l'allarme sicurezza. Le autorità italiane non hanno potuto impedire la protesta austriaca, accrescendo la frustrazione e il sospetto di infiltrazioni eco-anarchiche.
In Tirol, i residenti si sentono soffocati da 2,4 milioni di camion all'anno e hanno occupato l'autostrada per chiedere una riduzione del traffico di transito. La protesta, ordinata e preannunciata, ha evitato il caos, ma la lotta per strappare limiti permanenti al passaggio dei mezzi pesanti prosegue.
Migliaia di austriaci hanno bloccato l'autostrada del Brennero, arteria vitale per il commercio europeo, per protestare contro il traffico incessante di camion e turisti che deturpa la loro regione panoramica. La manifestazione mette in luce la tensione tra qualità della vita locale e commercio continentale.
Nell'Austria occidentale i manifestanti hanno chiuso l'autostrada del Brennero, che collega Germania e Italia, per chiedere un sollievo dal rumore e dall'inquinamento causati dal traffico di camion. Lo stop, organizzato e autorizzato, è durato alcune ore e riflette il malcontento regionale per il peso ambientale del transito.
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