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Accuse statunitensi ai governatori messicani: Sheinbaum invoca la sovranità

L'inchiesta del Los Angeles Times su presunti legami con i cartelli scatena la reazione dei governatori e della presidente, che solleva il diritto al dubbio.

Geopolitica10 testate2 lingue3 min letturaAgg. 07:19

Un nuovo capitolo si apre nelle tese relazioni tra Stati Uniti e Messico. Un'inchiesta del quotidiano Los Angeles Times ha rivelato che le autorità statunitensi stanno indagando su due governatori messicani in carica – Alfonso Durazo di Sonora e Américo Villarreal Anaya di Tamaulipas – per presunti legami con organizzazioni criminali. L'inchiesta, basata su fonti anonime, afferma che ad entrambi sarebbero stati revocati i visti d'ingresso negli USA, e che essi continuerebbero a entrare nel paese grazie a permessi speciali riservati ai testimoni cooperanti, in base a un programma di “beneficio pubblico significativo”.

La risposta messicana non si è fatta attendere. Durazo ha negato con veemenza, arrivando a dichiarare di «quasi sudare acqua benedetta», e ha ribadito di avere il visto regolare e di non essere a conoscenza di alcuna indagine. Villarreal ha definito le accuse «false, tendenziose e prive di qualsiasi prova», sottolineando l'inammissibilità di pubblicare illazioni senza riscontri. Entrambi i governi statali hanno emesso smentite ufficiali, alimentando la tensione con Washington.

Dal punto di vista del governo federale, la presidente Claudia Sheinbaum ha scelto una linea di fermezza: «Abbiamo il diritto al dubbio», ha dichiarato durante la consueta conferenza mattutina, insinuando che la fuga di notizie possa rappresentare una forma di pressione politica. Sheinbaum ha inoltre ipotizzato che la revoca dei visti e la loro pubblicizzazione mirino a lanciare un avvertimento ai messicani: «State attenti, vi toglieranno il visto». Secondo fonti messicane, si tratterebbe di un tentativo di ingerenza negli affari interni del paese, in un momento in cui la cooperazione bilaterale nella lotta al narcotraffico è già messa a dura prova dall'approccio muscolare dell'amministrazione statunitense.

Se gli organi di stampa americani inquadrano l'operazione come un attacco mirato contro i leader eletti che proteggono i cartelli, l'ottica di Città del Messico è quella di una violazione della sovranità nazionale. Un mese prima che l'inchiesta venisse pubblicata, il Dipartimento di Giustizia aveva già denunciato pubblicamente autorità dello stato di Sinaloa per collusione con i narcos, segnando una netta escalation rispetto alla tradizionale attenzione verso gli ex funzionari.

Al di là dell'Atlantico, gli analisti europei osservano con preoccupazione questa nuova frizione tra i due partner nordamericani. L'Italia e l'Unione Europea, legate al Messico da un accordo globale e da crescenti scambi commerciali, temono che un deterioramento della stabilità messicana possa ripercuotersi sulle catene di approvvigionamento globali e sull'efficacia della cooperazione giudiziaria anti-droga. Resta da vedere se Washington fornirà prove concrete o se la vicenda si sgonfierà, rafforzando la narrazione di un'accusa strumentale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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I governatori messicani respingono con forza le accuse di legami con i cartelli, definendo le notizie di revoca dei visti come prive di fonti e pilotate. La presidenza messicana denuncia una campagna di pressione politica degli Stati Uniti e rivendica il diritto alla diffidenza verso fughe di notizie che minano la sovranità nazionale.

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Le autorità statunitensi stanno indagando su due governatori messicani per possibili legami con i cartelli della droga, in un’estensione della pressione giudiziaria oltre i soli capi criminali. I diretti interessati negano ogni addebito e accusano Washington di ingerenza, mentre l’inchiesta segnala un nuovo fronte nella cooperazione bilaterale in materia di sicurezza.

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Excelsior4 giu, 04:25
Reforma3 giu, 22:23
El Norte4 giu, 03:28
Los Angeles Times4 giu, 03:26
La Razón3 giu, 21:25
El Financiero3 giu, 22:24
Aristegui Noticias3 giu, 19:20
Infobae México3 giu, 21:23