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Washington intensifica la stretta sul GPL iraniano: nuova offensiva contro la flotta ombra

Gli Stati Uniti hanno sanzionato individui, società e navi accusati di trasportare gas di petrolio liquefatto iraniano sotto falsa bandiera, nel quadro della campagna di massima pressione economica su Teheran.

Energia e Clima8 testate5 lingue3 min letturaAgg. 04:26

Gli Stati Uniti hanno annunciato venerdì un nuovo pacchetto di sanzioni contro una rete internazionale dedita al traffico di gas di petrolio liquefatto (GPL) iraniano, l'ultima mossa in ordine di tempo per prosciugare le finanze di Teheran. L'Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro ha preso di mira individui, società e navi che avrebbero movimentato centinaia di milioni di dollari di GPL verso i mercati del Sud e dell'Asia orientale, mascherandone l'origine iraniana e spacciandolo per prodotto omanita. Il network si avvaleva di società di copertura con sede negli Emirati Arabi Uniti e in Cina, di conti bancari esteri e di quella che Washington definisce la 'flotta ombra' iraniana – un insieme di petroliere e gasiere che operano con bandiere di comodo, spesso riconducibili a Panama o alle Isole Marshall.

"L'economia iraniana è allo sbando e il suo apparato militare è stato decimato", ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent, annunciando l'operazione battezzata "Economic Fury". "Continueremo a recidere i tentacoli della flotta ombra e delle reti bancarie clandestine che garantiscono a Teheran l'accesso al commercio globale". Le misure, che rientrano nella strategia americana di massima pressione economica, colpiscono in particolare il ruolo di hub finanziari come Dubai e di intermediari asiatici, rivelando la complessa architettura elusiva costruita negli anni dall'Iran per aggirare l'embargo.

Secondo l'ottica dei paesi del Golfo, queste sanzioni rappresentano un inasprimento delle tensioni regionali, mentre per gli analisti europei l'impatto sui mercati energetici mondiali va monitorato con attenzione. L'Italia e l'Unione Europea, che hanno progressivamente ridotto la dipendenza dal greggio iraniano in seguito alle sanzioni, osservano con cautela: un'eventuale impennata del prezzo del GPL, utilizzato anche in Europa per riscaldamento e industria, potrebbe ripercuotersi sui consumatori. A Pechino si guarda con preoccupazione all'inclusione di una società cinese nella lista nera, segno che la Casa Bianca intende colpire anche i complici internazionali del regime degli ayatollah. Da Mosca, invece, l'ennesima iniziativa unilaterale americana viene letta come una conferma della volontà di Washington di imporre la propria egemonia senza passare per il Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

La mossa americana si inserisce in un contesto di crescenti difficoltà economiche per l'Iran, alle prese con una valuta in caduta libera e una produzione industriale in affanno. Tuttavia, Teheran ha dimostrato in passato una notevole resilienza, riorganizzando i propri traffici grazie a triangolazioni sempre più sofisticate. Mentre la diplomazia internazionale sembra arenata, l'amministrazione statunitense punta a colpire il sistema finanziario parallelo che tiene a galla il regime. Resta da vedere se questa nuova offensiva riuscirà a ottenere risultati più incisivi rispetto ai round sanzionatori precedenti, o se si limiterà a inasprire le sofferenze della popolazione iraniana senza scalfire le determinazioni del nucleo dirigente.

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Gli Stati Uniti stringono il cappio sulle entrate petrolifere illecite dell'Iran, con nuove sanzioni che colpiscono una rete che trafficava GPL spacciandolo per omanita. Il segretario al Tesoro Bessent ha avvertito che l'economia iraniana sta collassando e il suo esercito è in rovina, promettendo di tagliare fuori la flotta ombra e l'accesso bancario.

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Il governo terrorista degli Stati Uniti continua la sua ostile guerra economica contro la nazione iraniana, imponendo nuove sanzioni sotto la copertura della massima pressione mentre ipocritamente pretende di fare diplomazia. Queste misure crudeli colpiscono il settore energetico iraniano in un attacco sistematico all'economia.

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Gli Stati Uniti hanno aggiunto nuovi individui, società e navi alla lista delle sanzioni per aver presumibilmente trafficato GPL iraniano verso mercati asiatici camuffandolo da prodotto omanita. L'OFAC del Tesoro ha annunciato le designazioni, osservando che le spedizioni valevano centinaia di milioni di dollari.

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