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mercoledì 3 giugno 2026 · Edizione delle 06:00 CET

Venezuela, la svolta post-Maduro: elettricità ai privati e fuel sotto il controllo del Tesoro USA

L’Assemblea Nazionale approva in prima lettura la legge che riapre il settore dopo quasi vent’anni di nazionalizzazioni, mentre si allarga l’ingerenza di Washington sui pagamenti petroliferi.

Diritto8 testate3 lingue2 min letturaAgg. 06:16

L’Assemblea Nazionale del Venezuela ha approvato martedì in primo dibattito una riforma che riapre il settore elettrico all’investimento privato dopo quasi vent’anni di controllo statale. L’iniziativa, promossa dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, rientra in un pacchetto di revisioni legislative che coinvolgono anche idrocarburi e miniere. L’obiettivo dichiarato è attrarre capitali nazionali ed esteri per modernizzare una rete elettrica sull’orlo del collasso, soggetta a blackout cronici che paralizzano il Paese.

La nuova normativa permetterà la costituzione di aziende private, miste e con partecipazione statale minoritaria, a cui saranno affidate in concessione le attività di generazione, distribuzione e vendita di energia. Le tariffe dovranno riflettere i costi del servizio e assicurare agli operatori una redditività ragionevole, rompendo con il vecchio sistema sussidiato. In parallelo, nuove regole in ambito petrolifero obbligano le imprese a rendersi autosufficienti nella produzione di elettricità per i loro impianti: dovranno portare proprie centrali per proteggersi dai continui distacchi e garantire la continuità operativa.

Sul fronte finanziario, l’ingerenza di Washington si fa più marcata. A partire da fine maggio 2026, le compagnie aeree e marittime che operano in Venezuela dovranno pagare il carburante direttamente su conti custoditi dal Dipartimento del Tesoro statunitense, anziché alla compagnia nazionale Pdvsa, come stabilito da una circolare del 28 maggio. Le imprese sono tenute a inviare la documentazione dei versamenti a Pdvsa per non interrompere le forniture. La misura rientra in una serie di restrizioni imposte dagli Stati Uniti dopo la cattura di Nicolás Maduro a gennaio, durante un’operazione militare che ha portato alla presidenza ad interim della stessa Rodríguez, lodata da Donald Trump.

Secondo analisti latinoamericani, il cambio di rotta segna una cesura radicale rispetto alle politiche di nazionalizzazione chaviste, responsabili del degrado delle infrastrutture. Per Bruxelles, l’apertura regolata del Venezuela potrebbe offrire opportunità a gruppi europei come Eni e Repsol, ma il contesto di sovranità dimezzata e l’incertezza politica frenano gli investimenti. Dopo l’intervento statunitense, la produzione di greggio è salita da 908.000 barili al giorno di fine 2025 a 1,03 milioni in aprile, un incremento ancora modesto.

In prospettiva, il successo delle riforme dipenderà dalla capacità di costruire un quadro giuridico affidabile e di ricostituire un consenso regionale. L’ombra del controllo di Washington sulle risorse strategiche alimenta il dibattito sulla legittimità dell’esecutivo Rodríguez, mentre Caracas tenta un delicato equilibrio tra la necessaria apertura al mercato e la difesa di un residuo controllo statale.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa latinoamericana/ mercatopragmatismodistacco

Il Venezuela, dopo quasi vent'anni di monopolio statale, apre il settore elettrico alla partecipazione privata. Le nuove norme permettono a imprese miste e compagnie con capitale di minoranza statale di generare e distribuire energia, mentre le società petrolifere dovranno portare proprie centrali per isolarsi dai blackout. È una svolta pragmatica per attirare investimenti e superare il collasso della rete.

Stampa latinoamericana/ bolivariana_progressistaindignazioneallarmevittimismo

La cattura di Maduro ha spalancato le porte alla svendita del Venezuela. L'apertura del sistema elettrico ai privati e l'obbligo di pagare il carburante direttamente al Tesoro USA non sono riforme, ma un saccheggio mascherato da aiuti. Le promesse di prosperità servono solo a nascondere la violazione della sovranità nazionale.

Stampa europea continentale/ mediterraneadistaccopragmatismo

Le compagnie aeree che operano in Venezuela dovranno versare i pagamenti per il carburante su conti del Tesoro statunitense, invece che a Pdvsa. La misura, confermata da fonti del settore, rientra nella supervisione finanziaria imposta da Washington dopo la cattura di Maduro. Una disposizione tecnica che non si accompagna a giudizi politici espliciti.

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