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Smartphone e infanzia: la Svezia impone il distacco, Singapore mobilita le famiglie

Le autorità sanitarie scandinave chiedono ai genitori di creare zone libere da dispositivi, mentre la città-Stato asiatica lancia un portale educativo. Due strategie per un’emergenza globale.

Salute e Scienza10 testate4 lingue3 min letturaAgg. 13:23

L’Agenzia svedese per la salute pubblica ha rotto gli indugi: i genitori devono riporre il telefono quando sono con i figli e istituire in casa aree dove lo schermo è bandito, come la camera da letto o il tavolo da pranzo. La raccomandazione, presentata in queste ore a Stoccolma, arriva dopo mesi di indagine e rappresenta un salto di qualità rispetto al generico invito a «riflettere» sull’uso dei dispositivi, formulato già nel 2024. «I bambini sono influenzati non solo da ciò che diciamo, ma da ciò che facciamo», ha spiegato Helena Frielingsdorf, psichiatra e coordinatrice dello studio, evidenziando come l’eccessiva esposizione parentale agli schermi possa minare lo sviluppo linguistico e la relazione affettiva.

L’indagine, voluta dal ministro degli Affari sociali Jakob Forssmed, affonda le radici in un corpus crescente di ricerche che collegano l’alta esposizione digitale degli adulti a disturbi dell’attaccamento, comportamenti aggressivi nei minori e a una pericolosa emulazione: «Se i genitori passano ore davanti al cellulare, i figli tendono a fare altrettanto», sintetizza il rapporto. Non si tratta solo di un appello moralistico: per il governo di Stoccolma, la posta in gioco è la salute pubblica, e la nuova linea guida chiama in causa la responsabilità attiva dei caregiver, invitandoli a usare lo smartphone solo quando indispensabile o in modalità condivisa con i bambini.

Sul terreno, le reazioni non si sono fatte attendere. A Karlstad, nella Svezia centrale, diversi genitori intervistati hanno espresso sollievo e autoironia. «Ottimo consiglio, si finisce sempre incollati allo schermo», ha ammesso Marcus Eliasson mentre giocava con la figlia in un parco. Altri hanno già adottato regole informali: «A tavola niente telefoni», ha raccontato Cassandra Tagver, confermando che il cambiamento può nascere anche dal basso. Eppure, al di là degli aneddoti, il provvedimento scandinavo segna un punto di svolta culturale: per la prima volta un’autorità sanitaria nazionale osa dettare norme di comportamento domestico su un oggetto così intimo come lo smartphone.

La Svezia non è sola. A Singapore, il governo ha appena lanciato la campagna «Screen Smart From The Start», accompagnata da un portale online che offre guide e suggerimenti per ridurre il tempo digitale dei più piccoli. Il premier Lawrence Wong ha mobilitato risorse pubbliche per aiutare le famiglie a costruire «abitudini digitali sane fin dalla tenera età». Se il modello scandinavo punta sulla prescrizione – zone franche e autocontrollo degli adulti – la via asiatica preferisce l’educazione e il supporto attivo, ma in entrambi i casi l’obiettivo è il medesimo: spezzare il circolo vizioso che trasforma i genitori in modelli inconsapevoli di dipendenza.

Questa convergenza tra Nord Europa e Sud-Est asiatico suggerisce una presa di coscienza planetaria. In Italia, il dibattito sullo screen time minorile resta spesso confinato alla scuola o ai pediatri, mentre l’esempio svedese e singaporiano mostra che l’intervento pubblico può e deve coinvolgere direttamente i genitori. La sfida è culturale prima che tecnologica: ridefinire il confine tra connessione e presenza, in un’epoca in cui lo scroll infinito rischia di sottrarre attenzione proprio a chi ne ha più bisogno. Le raccomandazioni di Stoccolma e il portale di Singapore sono i primi mattoni di un’architettura normativa che, forse, presto varcherà altri confini.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa europea continentale · nordicaStampa sud-est asiaticaStampa latinoamericana · mercato
Stampa europea continentale/ nordicapragmatismodistacco

L'agenzia di sanità pubblica svedese ha diffuso raccomandazioni affinché i genitori mettano via il telefono quando sono con i figli, citando studi che mostrano effetti negativi su interazione, sviluppo linguistico e attaccamento. I media riportano l'indicazione con tono pacato e fattuale, includendo reazioni del pubblico e l'invito a creare zone senza cellulari in casa.

Stampa sud-est asiaticaallarmeurgenzapaternalismo

Il primo ministro di Singapore ha lanciato la campagna nazionale “Screen Smart From The Start” per contrastare la dipendenza da dispositivi tra i bambini. Le cronache presentano l’iniziativa come un intervento urgente e autorevole per salvare i più piccoli, invitando i genitori ad agire subito e ad adottare abitudini digitali più sane.

Stampa latinoamericana/ mercatodistaccopaternalismo

L’agenzia di salute pubblica svedese chiede semplicemente ai genitori di mettere via il telefono per dare l’esempio ai figli. La breve nota presenta la richiesta come una regola lineare, quasi paternalistica, senza ulteriore contesto o dibattito.

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TV41 giu, 12:48
Sveriges Television1 giu, 12:49
The Punch1 giu, 11:46
Sundsvalls Tidning1 giu, 08:26
Göteborgs-Posten1 giu, 09:39
Republika1 giu, 05:03