Sgomento nel Golfo di Oman: un’esplosione colpisce una superpetroliera greca
Nessun ferito tra l’equipaggio della Olympic Life, ma il rilascio di carburante in mare riaccende l’allarme sulla sicurezza della navigazione in una delle rotte energetiche più cruciali del pianeta.

Una misteriosa deflagrazione ha squarciato lo scafo della Olympic Life, una superpetroliera greca in transito al largo di Mascate, riportando bruscamente l’attenzione sulla vulnerabilità del traffico mercantile che solca le acque intorno allo Stretto di Ormuz. L’equipaggio è illeso e la nave è stabile, come confermato dall’agenzia britannica UKMTO, ma il comandante ha segnalato lo sversamento di una certa quantità di fioul di sentina, subito circoscritto dagli operatori. L’esplosione, avvenuta sul lato sinistro all’altezza della linea di galleggiamento, è stata attribuita dalla società di gestione tecnica Springfield Shipping all’impatto con un «corpo non identificato», senza che al momento sia possibile determinarne la natura.
L’episodio si inserisce in un quadro di tensione crescente che, dal Mar Rosso al Golfo Persico, sta logorando la libertà di navigazione. Secondo gli analisti della regione, l’incidente ricorda la campagna di sabotaggi del 2019, quando una serie di attacchi con mine limpet contro petroliere al largo di Fujairah portò il confronto tra Iran e Occidente a un passo dalla crisi aperta. Allora come oggi, l’ombra di una guerra asimmetrica combattuta per procura si allunga su un passaggio obbligato da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. La circostanza che la Olympic Life viaggiasse vuota, diretta fuori dal Golfo dell’Oman, potrebbe suggerire un messaggio intimidatorio più che un danno materiale, ipotesi che a Teheran nessuno commenta ufficialmente, ma che gli osservatori del Golfo giudicano coerente con la strategia di pressione dei cosiddetti «proxy» iraniani.
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, il ripetersi di simili eventi rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza energetica. Da Bruxelles si guarda con apprensione all’instabilità di un corridoio marittimo da cui dipende gran parte delle importazioni di greggio e gas liquefatto del Mediterraneo. Il governo italiano, che già sta diversificando i fornitori all’indomani del conflitto ucraino, vede in episodi come questo la conferma della necessità di accelerare il rafforzamento della capacità di sorveglianza navale europea, magari attraverso un ampliamento della missione Agenor nello Stretto di Ormuz. La fuoriuscita di carburante, per quanto contenuta, ricorda inoltre la fragilità ecologica di un bacino già messo a dura prova dal traffico industriale.
Le indagini sono appena agli inizi e nessuna rivendicazione è giunta nelle ore successive all’accaduto. Tuttavia, l’ambiguità che circonda l’attacco diventa essa stessa parte del problema. In una fase in cui i colloqui sul nucleare iraniano restano in stallo e la campagna houthita contro la navigazione commerciale ha esteso il suo raggio fino all’Oceano Indiano, l’incertezza sulla paternità dell’esplosione alimenta il rischio di escalation mordi-e-fuggi. Il pericolo, per dirla con gli esperti di sicurezza marittima, è che la normalizzazione della «guerra grigia» finisca per rendere Ormuz un collo di bottiglia permanentemente minato, con ripercussioni immediate sui mercati e sulla stabilità del prezzo dell’energia.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Un tanker greco ha segnalato un’esplosione esterna sul lato sinistro vicino alla linea di galleggiamento, 60 miglia nautiche al largo di Muscat. L’equipaggio è incolume, ma si è verificata una fuoriuscita di combustibile. L’autorità marittima britannica indaga, mentre la causa resta sconosciuta.
Un’esplosione ha colpito un tanker al largo dell’Oman, senza feriti ma con sversamento di carburante. L’incidente segue la perdita di contatto con due navi boliviane nel Golfo Persico, alimentando i timori per la sicurezza marittima nella regione. L’autorità britannica raccomanda prudenza e invita a segnalare attività sospette.
Un’esplosione misteriosa ha danneggiato la petroliera greca Olympic Life mentre navigava a vuoto a est di Muscat. L’equipaggio è salvo, ma l’evento solleva nuovi interrogativi sulla sicurezza dei transiti marittimi in un Golfo già segnato da tensioni intorno allo Stretto di Hormuz. Le autorità britanniche parlano di esplosione esterna, senza chiarirne l’origine.
Nel quadro della guerra in Medio Oriente, un’esplosione ha colpito un tanker greco vicino alla linea di galleggiamento, al largo dell’Oman, in un’area già calda per le tensioni sullo Stretto di Hormuz. L’equipaggio è illeso, ma il combustibile versato in mare aggrava i rischi ambientali. L’agenzia britannica conferma l’accaduto, mentre resta alto il livello di allerta per i traffici marittimi.
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