Serena Williams, Raducanu e Federer: il tennis riscopre le sue icone
Serena Williams torna in doppio a Londra dopo quasi quattro anni, Emma Raducanu ritrova smalto sull'erba e Roger Federer prepara un'esibizione a New York. Tra marketing, body positivity e ricerca di icone, il tennis femminile vive una stagione di ritorni.

A quasi quattro anni dall'ultima apparizione ufficiale, Serena Williams è pronta a riabbracciare il circuito WTA. La quarantaquattrenne americana, ventitré titoli Slam in singolare e un impero commerciale da oltre trecentocinquanta milioni di dollari, scenderà in campo martedì al Queen's Club di Londra in doppio femminile, grazie a una wild card, al fianco della teenager canadese Victoria Mboko. Affronteranno le teste di serie numero tre, Erin Routliffe e Nicole Melichar-Martinez, sull'erba che prepara a Wimbledon. La stampa italiana ha subito colto le molteplici stratificazioni del ritorno: non solo la tenuta fisica di un'atleta che ha perso quindici chili anche grazie ai farmaci per il diabete prodotti dall'azienda del marito Alexis Ohanian – con inevitabili accuse di conflitto d'interessi – ma anche la potenza del messaggio body positive e la tentazione di chiedere una wild card per i Championships. Secondo i commentatori britannici, la motivazione più intima sarebbe però quella di permettere alle due figlie piccole di vederla finalmente competere, un desiderio che Serena stessa aveva espresso nel suo addio agli US Open del 2022, quando parlò di "evolvere lontano dal tennis".
Nello stesso torneo londinese, Emma Raducanu ha inaugurato la sua stagione su erba con una vittoria schiacciante: 6-0 6-3 sulla qualificata russa Anna Blinkova. La numero uno britannica, reduce da un'uscita precoce al Roland Garros e da un periodo di convalescenza post-virale, ha ritrovato "chiarezza" e un gioco "naturale", come ha dichiarato, grazie al riavvicinamento con l'allenatore Andrew Richardson, l'uomo che la guidò al trionfo nello US Open 2021. L'analisi anglosassone sottolinea la ritrovata aggressività e la sensazione di libertà che hanno caratterizzato un match dominato fin dal primo set, nonostante le condizioni ventose. Per Raducanu, questo successo rappresenta un "trampolino di lancio" verso Wimbledon, dove cercherà di replicare la magia che la trasformò in una stella globale.
Il ritorno delle icone non si limita al circuito femminile. Dalla prospettiva latinoamericana, l'annuncio dell'esibizione di Roger Federer allo US Open di agosto – con Andy Roddick, John McEnroe e Andre Agassi – assume i contorni di un evento nostalgico ma strategicamente rilevante. Il fuoriclasse svizzero, venti Slam in bacheca e cinque titoli consecutivi a New York tra il 2004 e il 2008, sarà celebrato pochi giorni prima dell'ingresso nella International Tennis Hall of Fame. Un ritorno senza implicazioni competitive, eppure capace di riaccendere l'interesse globale verso un torneo che, dopo l'addio di Federer e il declino delle grandi rivalità, fatica a mantenere la stessa aura.
La coincidenza di questi tre movimenti – Serena, Raducanu, Federer – disegna una mappa delle tensioni che attraversano il tennis contemporaneo. Da un lato, la necessità commerciale di icone riconoscibili spinge il WTA e gli organizzatori a valorizzare ogni possibile ritorno, anche quando solleva interrogativi etici, come nel caso dei legami tra la forma fisica di Serena e i prodotti farmaceutici del marito. Dall'altro, la ricerca di nuove eroine, come Raducanu, si scontra con la fragilità fisica e mentale di atlete giovanissime, mentre il circuito maschile si aggrappa al carisma dei veterani per riempire gli stadi. Wimbledon, alle porte, sarà il banco di prova: per Serena, la verifica della tenuta atletica su un palcoscenico che non ammette compromessi; per Raducanu, la possibilità di consolidare una rinascita che sa di seconda giovinezza; per Federer, la celebrazione di un'eredità che trascende il risultato. Il tennis, ancora una volta, si scopre prigioniero del suo passato e affamato di futuro.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La stampa italiana inquadra il ritorno di Serena Williams come un impasto di spettacolo commerciale, marketing della persona e ricerca di un ultimo acuto, sollevando perplessità su conflitti d'interesse e tenuta fisica. Pur celebrandone lo status iconico, insinua un dubbio di fondo sulle vere ragioni del rientro.
La stampa africana anglofona riporta il rientro in modo secco e fattuale: wild card, compagna di doppio, testa di serie avversaria, preparazione a Wimbledon. Nessun commento, solo l'evento immediato.
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