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Qatar e Iran cercano la via diplomatica nel conflitto con gli Stati Uniti

Mentre la guerra entra nell’88° giorno, Emiro e presidente iraniano discutono un «quadro dignitososo» per il cessate il fuoco. In ballo la peggiore crisi energetica da decenni.

Geopolitica5 testate2 lingue2 min letturaAgg. 04:19

In una telefonata avvenuta martedì, in occasione della festa islamica di Eid al-Adha, l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, e il presidente iraniano Massoud Pezeshkian hanno discusso le vie per arrestare l’escalation militare che da febbraio oppone Washington a Teheran. L’iniziativa si inserisce in un’intensa attività di mediazione di Doha, tradizionale ponte tra l’Iran e l’Occidente, mentre il conflitto ha già provocato migliaia di vittime e innescato la più grave crisi energetica globale degli ultimi decenni, con ripercussioni dirette sui mercati europei e italiani.

Secondo le agenzie di stampa iraniane, Pezeshkian ha ringraziato il Qatar per gli sforzi «costanti e costruttivi» e ha dichiarato che l’Iran è pronto a raggiungere un «quadro dignitoso» per porre fine alla guerra e alle tensioni regionali. Il presidente ha sottolineato la storica fedeltà dell’Iran alla diplomazia e agli accordi, aggiungendo che «è tempo che la controparte dimostri la propria volontà, nei fatti e a parole». Fonti arabe del Golfo riportano invece la ferma posizione dell’emiro, che ha ribadito la necessità di «privilegiare soluzioni politiche e diplomatiche» e ha invitato tutte le parti a esercitare «la massima responsabilità e saggezza per risparmiare alla regione le conseguenze di un’ulteriore escalation». Tamim ha inoltre elogiato l’impegno di Teheran nel dialogo, incoraggiandola a proseguire il coinvolgimento positivo nei negoziati.

L’incrocio delle due prospettive – quella iraniana, attenta a non mostrare cedimenti, e quella qatariota, che insiste sul linguaggio della de-escalation – segnala uno spazio di manovra ancora aperto, per quanto fragile. Gli analisti di Bruxelles osservano che il ruolo di Doha, già sperimentato nei colloqui tra le parti, è oggi più cruciale che mai per scongiurare un allargamento del conflitto all’intera area del Golfo. L’Europa, e in particolare l’Italia, dipendente dalle forniture energetiche, segue con apprensione gli sviluppi, mentre Pechino e Mosca mantengono un profilo basso ma interessato.

Se il «quadro dignitoso» evocato da Teheran potrà tradursi in un cessate il fuoco negoziato dipenderà dalla capacità del Qatar di coniugare le esigenze di sicurezza iraniane con le richieste americane. Il fatto che la telefonata sia avvenuta nel giorno della festa del sacrificio non è un dettaglio: entrambi i leader hanno esteso auguri di pace e prosperità, un gesto simbolico che la diplomazia del Golfo sa bene come trasformare in capitale politico.

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