Patrick Bruel in stato di fermo, tredici vittime nell’inchiesta per violenza sessuale
Il cantante e attore francese è stato convocato dalla procura di Nanterre. L’inchiesta, con ramificazioni in Belgio, ruota attorno a denunce di violenza sessuale e tentato stupro tra il 1997 e il 2001, con nuove rivelazioni su fatti risalenti agli anni Novanta.

La mattina di lunedì 8 giugno il celebre cantante e attore francese Patrick Bruel, 67 anni, è stato posto in stato di fermo dagli inquirenti del primo distretto della polizia giudiziaria di Parigi, su mandato della procura di Nanterre. Secondo il comunicato diffuso dai magistrati, l’indagine ruota attorno a un nucleo di accuse di violenza sessuale che, allo stato attuale, coinvolgono tredici presunte vittime. È l’approdo di un’inchiesta complessa, avviata dopo la pubblicazione, nel marzo scorso, di testimonianze sul sito Mediapart che hanno infranto il silenzio attorno a una figura tra le più popolari dello spettacolo francese.
L’impianto accusatorio si articola su più fronti, geografici e temporali. Tre donne denunciano aggressioni sessuali e tentati stupri subiti tra il 1997 e il 2001; altre si sono rivolte alla giustizia per fatti di stupro o tentato stupro, violenza sessuale e molestie, sia in Francia sia in Belgio, dove è stata aperta un’inchiesta parallela. Tra le voci più note, la conduttrice televisiva Flavie Flament ha dichiarato di essere stata violentata dal cantante nel 1991, quando aveva sedici anni. La procura ha inoltre riaperto un fascicolo relativo a una denuncia per stupro del 2015, inizialmente archiviata. Secondo quanto ricostruito da vari organi di informazione, circa trenta donne avrebbero confidato a Mediapart episodi di molestie sessuali da parte di Bruel. L’artista nega ogni addebito e, per tramite dei suoi legali, si è detto pronto a rispondere a tutte le domande degli investigatori e a fornire le prove necessarie.
La vicenda assume contorni che vanno oltre il caso personale. Negli ambienti giudiziari francesi, essa viene letta come l’ennesimo capitolo di una resa dei conti post-#MeToo che ha investito l’industria culturale d’Oltralpe con anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti, ma con una intensità paragonabile. Bruxelles segue con attenzione, non solo per il fascicolo belga ma perché il caso riapre il dibattito europeo sulla prescrizione dei reati sessuali: molte delle accuse riguardano fatti risalenti a più di vent’anni fa, mettendo a nudo la tensione tra diritto alla giustizia e garanzie processuali. Per l’Italia, il caso Bruel richiama alla memoria le cronache giudiziarie che hanno coinvolto volti noti dello spettacolo, e solleva interrogativi sulla tempestività con cui i diversi ordinamenti recepiscono le denunce tardive.
Nelle prossime ore l’interrogatorio proseguirà; il fermo potrà durare fino a quarantotto ore, al termine delle quali la procura deciderà se aprire un’inchiesta formale o disporre il rilascio. Al di là dell’esito immediato, l’inchiesta conferma che lo spazio pubblico francese — e con esso quello europeo — sta rimodellando la propria soglia di tolleranza verso le violenze di genere, anche quando imputate a icone culturali fino a ieri intoccabili. Un processo non lineare, costellato di cadute e accelerazioni, ma che nei corridoi della polizia giudiziaria di Parigi sta scrivendo un nuovo, delicato, precedente.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il cantante e attore Patrick Bruel è stato posto in stato di fermo dalla procura di Nanterre per un’indagine su violenze sessuali che coinvolge tredici vittime presunte. Gli episodi contestati vanno dal 1997 al 2001 e includono una denuncia belga per fatti del 2010. L’artista sarà interrogato nei prossimi giorni.
Il celebre cantante francese Patrick Bruel è stato arrestato con l’accusa di stupro; secondo i magistrati ci sono 13 vittime, ma un’inchiesta giornalistica rivela che una trentina di donne lo denunciano per molestie. Tra le vittime spicca la conduttrice televisiva Flavi Flament, che afferma di essere stata violentata all’età di 16 anni. Lo scandalo è cresciuto nelle ultime settimane, con Bruel già convocato in tribunale.
Il cantante francese Patrick Bruel si trova sotto inchiesta per violenze sessuali: si contano almeno quattro casi di stupro in Francia e un’indagine giudiziaria aperta in Belgio per un’aggressione a Bruxelles nel 2010. Nel frattempo, è stata riaperta una denuncia del 2015 precedentemente archiviata. Le autorità stanno esaminando tutte le posizioni.
Questa notizia è apparsa su
10 testate · 5 lingue · finestra 24 ore