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OpenAI accelera verso Wall Street: la corsa all’IPO dell’intelligenza artificiale

Con il deposito riservato del modulo S-1, OpenAI si unisce ad Anthropic e SpaceX in una stagione di quotazioni che potrebbe ridefinire gli equilibri globali dell’AI.

Tecnologia17 testate7 lingue3 min letturaAgg. 19:13

OpenAI ha depositato lunedì 8 giugno presso la Sec il modulo S-1 confidenziale per l’offerta pubblica iniziale, unendosi ad Anthropic e SpaceX in una stagione di quotazioni che sta ridisegnando la mappa dell’intelligenza artificiale. L’annuncio, atteso da mesi, arriva a una settimana esatta dalla mossa analoga di Anthropic e a pochi giorni dal debutto di SpaceX sul Nasdaq, previsto per venerdì con una valutazione di circa 1.800 miliardi di dollari. Goldman Sachs e Morgan Stanley, secondo fonti finanziarie statunitensi, stanno già lavorando all’operazione, con l’autunno come finestra più probabile, ma la società guidata da Sam Altman ha frenato: «Ci sono cose che vogliamo fare e che sono più semplici da azienda privata», ha dichiarato, lasciando intendere che la quotazione potrebbe slittare.

La fame di capitali è il motore primo. Per costruire data center e assumere ricercatori servono decine di miliardi: OpenAI, valutata 852 miliardi a marzo, punta a raccogliere risorse fresche per non perdere terreno. Anthropic ha appena chiuso un round da 65 miliardi che l’ha portata a 965 miliardi di valutazione, superando temporaneamente la stessa OpenAI. SpaceX, con un prospetto già pubblico, mira a raccogliere oltre 80 miliardi. Nell’insieme, secondo analisti di Wall Street, il valore cumulativo delle tre Ipo potrebbe superare i 3.600 miliardi di dollari, una cifra senza precedenti.

Dall’Europa, e in particolare dall’Italia, lo sguardo è duplice: interesse per un’ondata che potrebbe democratizzare l’investimento in AI, ma anche preoccupazione per un divario tecnologico che rischia di allargarsi. Bruxelles osserva la concentrazione di capitali e talento oltre Atlantico come un fattore di potenziale marginalizzazione per il Vecchio Continente. Nel frattempo, OpenAI sta ristrutturandosi verso strumenti professionali come Codex per monetizzare più aggressivamente, mentre l’amministrazione Trump, secondo fonti iberiche, negozia forme di partecipazione nelle grandi tech, segno di un intreccio sempre più stretto tra politica e innovazione.

Per gli investitori ordinari, l’accesso a questi titoli finora riservati ai fondi di venture capital porta con sé rischi notevoli. Gli analisti mettono in guardia sulla volatilità e sulle valutazioni stratosferiche, che rendono le Ipo potenzialmente insidiose per il piccolo risparmiatore. Non a caso, aziende come Perplexity hanno dichiarato di voler attendere il 2028 per quotarsi, indipendentemente dall’esito delle mosse dei rivali, preferendo un approccio più cauto.

La decisione di OpenAI chiude un cerchio: con le tre principali aziende dell’AI tutte alla porta di Wall Street, il 2025-2026 si candida a diventare l’anno della maturità finanziaria per un settore finora dominato da capitali privati. Resta da vedere se questa corsa all’oro digitale produrrà valore duraturo o se, come in passato per altre bolle tecnologiche, il risveglio sarà brusco. Per l’Europa, la sfida è costruire un’alternativa credibile che non la condanni a un ruolo periferico nella nuova geografia dell’innovazione.

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Il processo per la quotazione in borsa di OpenAI è stato avviato ufficialmente, segnando l'ultima grande startup dell'AI a compiere questo passo. Con una valutazione potenziale superiore a mille miliardi di dollari, l'operazione chiude un cerchio: nell'arco di poche settimane, le tre aziende che stanno ridisegnando i confini dell'intelligenza artificiale globale hanno tutte cercato l'ingresso sul mercato. Il deposito confidenziale dà il via a un percorso di diversi mesi, con l'autunno indicato come finestra più probabile.

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L'uscita in borsa di OpenAI è l'ultima tappa di una corsa all'oro dell'intelligenza artificiale che scatena euforia tra gli investitori. Solo una settimana dopo la mossa simile del rivale Anthropic, la presentazione confidenziale segnala una frenetica gara al capitale, con tutti i principali attori dell'IA in fila per quotazioni da migliaia di miliardi. Persino l'amministrazione Trump sta negoziando una partecipazione, aggiungendo dramma politico alla febbre finanziaria.

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La presentazione confidenziale di OpenAI segue quella di Anthropic e arriva mentre SpaceX è già in fase avanzata, alimentando avvertimenti che l'ondata di mega-IPO del 2026 potrebbe essere il preludio di un crollo del mercato azionario. Gli analisti vedono queste offerte gigantesche, con valutazioni da migliaia di miliardi, come una bolla pericolosa destinata a scoppiare, con il rischio di una grave flessione dei mercati.

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OpenAI ha depositato in via confidenziale la domanda di quotazione, ma l'azienda avverte che la quotazione potrebbe richiedere tempo. Mentre gli investitori comuni potrebbero presto avere accesso a un titolo caldo dell'IA, gli esperti avvertono che l'esposizione iniziale a questi giganti tecnologici appena quotati comporta rischi notevoli, date le valutazioni elevate e la redditività incerta.

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