Accedi
Edizione delle 10:00 CETvenerdì 12 giugno 2026
287 testate · 16 lingue0 briefing oggi
domenica 31 maggio 2026 · Edizione delle 20:00 CET

Norvegia, bronzo storico: il Canada di Crosby cade ai supplementari

La prima medaglia mondiale di sempre per i norvegesi, che battono 3-2 i nordamericani dopo una rimonta tardiva. Un’impresa che rilancia il ruolo delle outsider nell’hockey globale.

Sport9 testate3 lingue3 min letturaAgg. 22:45

È stato il bronzo più clamoroso mai assegnato in un mondiale di hockey su ghiaccio. A Zurigo, la Norvegia ha sconfitto il Canada 3-2 ai supplementari, conquistando la prima medaglia della propria storia iridata. Un’intera nazione è esplosa, e con essa l’intero movimento hockeystico europeo: come hanno sottolineato i commentatori svedesi, si è trattato del «più folle» traguardo mai raggiunto da una squadra scandinava considerata perennemente di secondo piano. La vittoria, maturata contro un avversario che schierava stelle della NHL del calibro di Sidney Crosby e Macklin Celebrini, rappresenta un terremoto nella disciplina, un segnale di come il divario tra le potenze tradizionali e le outsider si stia pericolosamente assottigliando.

La Norvegia era entrata nel torneo senza grandi ambizioni, ma ha costruito il proprio percorso a suon di imprese: dal successo contro la Svezia nei gironi fino alla prima semifinale mondiale, in cui però era stata travolta 6-0 dalla Svizzera padrona di casa. Come osservato dagli analisti elvetici, quel match aveva mostrato il limite fisico e tecnico dei norvegesi, ma la capacità di rialzarsi immediatamente ha stupito tutti. Secondo la stampa tedesca, nella finale per il bronzo la compagine scandinava ha mostrato una resilienza straordinaria, mentre il Canada – già deluso dalla sconfitta in semifinale contro la Finlandia – ha giocato con sufficienza, commettendo errori che il telecronista Uwe Krupp ha definito «inaccettabili per una squadra di stelle».

L’incontro ha avuto i contorni del thriller. I norvegesi sono passati in vantaggio nel primo periodo con Mathias Emilio Pettersen, e Stian Solberg ha raddoppiato nel secondo tempo. La rimonta canadese è arrivata tardi: Robert Thomas ha accorciato a pochi minuti dalla fine e ha pareggiato a sette secondi dal termine. Ma nel supplementare Noah Steen ha scagliato un tiro che ha beffato il portiere Jet Greaves, scatenando l’esultanza. I media di Oslo hanno parlato di «miracolo sul ghiaccio», mentre da Vancouver l’amarezza era palpabile: «Un incubo per un movimento che considera il podio il minimo sindacale», si legge nei commenti d’oltreoceano.

Per il Canada, abituato a 28 titoli mondiali, il mancato bronzo è una ferita che riapre il dibattito sull’impegno dei giocatori NHL. Viceversa, per la Norvegia – dove l’hockey ha una tradizione modesta e pochi professionisti – questo successo potrebbe innescare investimenti e interesse. Non è irrilevante per l’Italia: il movimento nostrano, in perenne rincorsa, può trarre ispirazione da un modello di sviluppo basato su coesione di gruppo e lavoro tattico. L’eco della vittoria norvegese si è propagata anche in Svizzera, dove la stampa ha celebrato l’oro dei padroni di casa ma ha dedicato ampio spazio all’impresa degli scandinavi, definendola «la favola del torneo».

Guardando avanti, l’hockey mondiale appare sempre più aperto. L’episodio di Zurigo conferma che la globalizzazione del gioco sta producendo risultati inattesi, e che le nazionali di seconda fascia, con programmazione oculata, possono colmare il gap. In un’ottica europea, Bruxelles potrebbe considerare il caso norvegese come esempio virtuoso di sport di base capace di generare ricadute identitarie. Ma la vera lezione è che l’era delle certezze è finita: nessuna medaglia è più scontata, e nemmeno il Canada di Crosby può sentirsi al sicuro.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

TonoTemperaturaFocusPosizionamentoOrizzonte
Stampa atlantica / anglosferaStampa europea continentaleStampa russa e CSI · stato
Stampa atlantica / anglosferadistaccopragmatismo

La Norvegia ha conquistato la sua prima medaglia iridata battendo il Canada 3-2 ai supplementari, con un gol decisivo di Noah Steen. Il Canada, dopo una rimonta tardiva, si è arreso di fronte a una storica sorpresa. La stampa canadese riporta l'accaduto con composto rammarico, riconoscendo l'impresa norvegese.

Stampa europea continentaletrionfopragmatismo

La Norvegia ha compiuto un'impresa sensazionale vincendo la prima medaglia di sempre ai Mondiali, battendo il Canada 3-2 ai supplementari. Dopo aver eliminato anche la Svezia, la squadra è risorta dalla batosta in semifinale per scrivere una pagina di storia, celebrata con euforia nell'Europa continentale.

Stampa russa e CSI/ statovittimismopragmatismo

La Norvegia ha sconfitto il Canada ai supplementari aggiudicandosi il suo primo bronzo iridato. La cronaca si limita a registrare il risultato, ricordando però che le squadre di Russia e Bielorussia non hanno preso parte al torneo a causa delle sanzioni, sottolineando implicitamente l'esclusione subita.

Questa notizia è apparsa su

9 testate · 3 lingue · finestra 24 ore

Bild31 mag, 19:11
Interfax31 mag, 19:10
Sydsvenskan31 mag, 19:11
Blick31 mag, 10:02
Dagens Nyheter31 mag, 19:13
Östgöta Correspondenten31 mag, 19:13
Radio-Canada Info31 mag, 20:25
Göteborgs-Posten31 mag, 19:13