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Naufraga il caccia del futuro: addio al FCAS, il progetto che doveva unire l’Europa

Dopo anni di scontri industriali, Berlino e Parigi abbandonano il sistema aereo da combattimento FCAS da 100 miliardi. Un fallimento che scuote l’Europa della difesa e interroga anche l’Italia.

Geopolitica8 testate5 lingue3 min letturaAgg. 19:10

La notizia è filtrata da Berlino prima che Parigi potesse coordinare una comunicazione congiunta, e già questo dettaglio racconta la profondità della frattura. Durante un vertice in Montenegro, il cancelliere Friedrich Merz e il presidente Emmanuel Macron hanno preso atto che non era più possibile colmare le divergenze sul Future Combat Air System, il caccia di sesta generazione che avrebbe dovuto garantire all’Europa l’autonomia strategica dai fornitori americani. «Mi addolora molto», ha commentato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, mentre a Madrid la sua omologa Margarita Robles parlava senza mezzi termini di «fallimento» e accusava l’industria di aver anteposto gli interessi economici alla sicurezza del continente.

Il progetto, lanciato nel 2017 all’indomani del discorso di Macron alla Sorbona, era il più ambizioso programma di armamento europeo: un sistema che integrava velivoli pilotati, droni e un «cloud di combattimento», per un costo stimato di oltre cento miliardi di euro. Doveva sostituire l’Eurofighter e il Rafale e incarnare la ritrovata sovranità tecnologica dell’Unione. Ma dietro la retorica dell’Europa della difesa si è consumato uno scontro industriale senza mediazione politica efficace. Dassault rivendicava la leadership tecnica e il controllo della proprietà intellettuale; Airbus Defence, spalleggiata da Berlino, esigeva una partnership paritaria. Per anni i governi non sono riusciti a imporre un compromesso, mentre le diverse esigenze operative – un jet imbarcabile per la marina francese, un caccia pesante per la Luftwaffe – allargavano la forbice.

A Parigi si punta il dito contro la Germania, rea di non aver esercitato sufficiente pressione sulle imprese; a Berlino si respira invece un misto di sollievo e rammarico. «Non è una catastrofe militare, ma politicamente lo è eccome», sintetizza un analista della NZZ, mentre la Frankfurter Allgemeine Zeitung invita a voltare pagina senza drammi: all’Europa non servono progetti di prestigio, ma coalizioni di volenterosi che sappiano collaborare in modo rapido ed efficiente. Eppure l’immagine che resta è quella di un’Europa che, nel momento della verità, offre uno «spettacolo di debolezza», come scrive la Süddeutsche Zeitung.

Per l’Italia, che non era partner del FCAS ma partecipa al programma Global Combat Air Programme con Regno Unito e Giappone, il naufragio franco-tedesco è un monito severo. La cronica difficoltà di Parigi e Berlino a condividere sovranità tecnologica e industriale ripropone un interrogativo che attraversa l’intera Unione: è possibile costruire una difesa comune senza cedere quote di potere nazionale? Il fallimento del FCAS, dopo quello di altri progetti binazionali come l’ammodernamento dell’elicottero Tiger, suggerisce che il modello intergovernativo a trazione franco-tedesca ha raggiunto un limite strutturale.

Da Gerusalemme, dove si guarda con attenzione alla tenuta tecnologica del Vecchio Continente, il quotidiano Kikar HaShabbat calcola in 116 miliardi di dollari il valore del progetto andato in fumo e vi legge una sconfitta nella competizione con Russia e Cina. Eppure proprio la durezza del colpo potrebbe spingere l’Europa a ripensare le proprie ambizioni: meno visioni astratte di sovranità, più pragmatismo nel mettere insieme capacità reali, a geometria variabile, con chi è davvero disposto a condividere rischi e benefici. Il FCAS è morto, ma la domanda di una difesa europea credibile resta più urgente che mai.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa europea continentaleindignazionescetticismopragmatismo

La cancellazione del caccia europeo FCAS è una sconfitta cocente per la difesa comune e per l'asse franco-tedesco. Le gelosie industriali e l'incapacità politica di imporsi hanno trascinato il progetto nel fallimento. L'Europa ora è costretta a ripensare la propria autonomia strategica senza aggrapparsi a progetti di prestigio.

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L'Europa ha perso la sua battaglia per un caccia di sesta generazione: i 116 miliardi di dollari del programma FCAS sono finiti nel cestino. Parigi e Berlino non sono riuscite a superare le divisioni industriali, dimostrando che il sogno dell'autonomia strategica resta lontano. Il fallimento lascia il continente ancora dipendente dagli Stati Uniti per la superiorità aerea.

Stampa atlantica / anglosfera/ sicurezzascetticismopragmatismoironia

Il crollo del progetto europeo per un nuovo caccia evidenzia l'incapacità cronica del blocco di unire le forze nel settore della difesa. Nonostante le solenni dichiarazioni, gli interessi nazionali e le dispute tra colossi industriali hanno fatto deragliare l'ennesima iniziativa bandiera. Il risultato è un'Europa che resta aggrappata ai sistemi americani per la propria sicurezza.

Stampa russa e CSI/ statotrionfoschadenfreuderevanscismo

Il tanto sbandierato caccia comune europeo è precipitato, smascherando l'ipocrisia dell'autonomia strategia di Macron. I feroci litigi tra Parigi e Berlino confermano che l'Unione Europea resta un'accozzaglia di stati litigiosi, incapaci di difendersi senza l'ombrello americano. Mosca può osservare con soddisfazione lo spettacolo di un rivale sempre più frammentato.

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El Mundo9 giu, 18:18
Neue Zürcher Zeitung (NZZ)9 giu, 18:18