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Marocco-Norvegia, il test dei mondiali: Haaland sfida la solida difesa africana

A New York, la Norvegia della generazione d'oro ritrova il palcoscenico dopo 26 anni, mentre il Marocco di Regragui cerca conferme oltre la semifinale del 2022. L'Italia, esclusa, guarda.

Sport5 testate4 lingue3 min letturaAgg. 15:39

Nell’ultima parentesi di amichevoli prima dell’esordio al Mondiale 2026, domenica 7 giugno a New York si consuma uno di quei confronti che, pur senza punti in palio, caricano di significati geopolitici e tecnici. Il Marocco, semifinalista a Qatar 2022 e punta di diamante del calcio africano, affronta una Norvegia che mancava dalla fase finale di un Mondiale dal 1998 e che oggi si presenta con il peso specifico di una candidata alla vittoria, trascinata da Erling Haaland e Martin Ødegaard. Due filosofie, due percorsi, una sola domanda: chi è davvero pronto per il grande ballo?

Dalla sponda magrebina, il CT Walid Regragui ha un compito chiaro: consolidare una squadra che alle ultime rassegne ha stupito per compattezza difensiva e letalità nelle transizioni. Secondo gli osservatori africani, la sfida contro la Norvegia rappresenta l'ultimo vero banco di prova prima dell’incontro con il Brasile, e serve a oliare meccanismi ancora in fase di rodaggio. Non è solo un'amichevole: è il momento in cui i ‘Leoni dell’Atlante’ devono dimostrare che la cavalcata in Qatar non fu un episodio isolato.

Sul versante scandinavo, la narrazione è quella di una potenza in ascesa. Con il ranking FIFA fermo al 31° posto – eredità di lunghe assenze – la Norvegia ha dominato il girone di qualificazione, scavalcando proprio l’Italia, assente a questa edizione della Coppa. Ståle Solbakken ha plasmato un gruppo in cui la forza fisica e la qualità tecnica dei singoli (Haaland su tutti, ma anche i vari Sørloth e Ajer) convivono con un’inedita maturità collettiva. Non sorprende che, dalla stampa del Sud-est asiatico, arrivino pronostici di vittoria finale: la Norvegia è indicata come la mina vagante capace di incrinare il monopolio delle grandi.

Per l’Europa meridionale, e per l’Italia in particolare, questo test amichevole ha il sapore amaro di un’occasione mancata. Mentre gli azzurri guarderanno il torneo da casa, la Norvegia di Haaland sfodera sicurezze costruite su anni di programmazione e su una generazione di talenti esplosi nei top club. Non è più solo questione di un fuoriclasse, ma di un sistema che funziona. Da Bruxelles si osserva con attenzione questo riequilibrio delle forze tra Nord e Sud del continente, che potrebbe ridisegnare le gerarchie del prossimo decennio.

Al di là del risultato, Marocco-Norvegia è l’istantanea di due modelli diversi di rinascita calcistica. Il primo poggia sull’orgoglio di un’intera regione e su una disciplina difensiva quasi granitica; il secondo sul pragmatismo tattico esaltato da interpreti di classe mondiale. Entrambi, per ambizione e qualità, non si accontenteranno di partecipare: e l’esito della notte newyorchese, comunque vada, offrirà indicazioni preziose in vista di un Mondiale che promette di essere il più aperto degli ultimi decenni.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa arabo levante-MaghrebStampa latinoamericana · mercatoStampa sud-est asiatica
Stampa arabo levante-Maghrebpragmatismodistacco

Il Marocco affronta la Norvegia in un test decisivo per consolidare la formazione in vista del debutto mondiale contro il Brasile. Di fronte c'è una delle squadre europee più in crescita, spinta da una generazione d'oro che ha riportato la Norvegia sulla scena internazionale.

Stampa latinoamericana/ mercatopragmatismodistacco

La partita Marocco-Norvegia viene presentata come un appuntamento televisivo della domenica, con dettagli su orari e canali, senza analisi sportiva. L'evento è inserito nel palinsesto accanto ad altri incontri internazionali.

Stampa sud-est asiaticatrionfodistacco

Il ritorno della Norvegia al Mondiale viene celebrato come l'ascesa di una nuova potenza, con Haaland candidato a trascinare la squadra fino in fondo. L'amichevole contro il Marocco è un banco di prova per entrambe: per gli scandinavi una vetrina, per i Leoni marocchini un esame di coraggio dopo la semifinale a sorpresa.

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