León XIV in Spagna: "La pedofilia è una piaga", ma le vittime parlano di messinscena
Il Papa americano rompe il silenzio sugli abusi del clero iberico, incontra sei sopravvissuti e chiede giustizia. Ma gli esclusi denunciano una photo opportunity.

Il gesto più atteso, quello capace di imprimere una svolta al viaggio apostolico in Spagna, è arrivato nel segno di una parola dura e scelta con cura: «piaga». Papa Leone XIV, il primo pontefice statunitense della storia, ha scelto la sede della Conferenza Episcopale Spagnola per consegnare ai vescovi iberici un messaggio che segna un distacco inequivocabile dagli anni di prudente silenzio del predecessore Francesco sulla gestione degli abusi nella Chiesa locale. «Uno degli incontri più dolorosi è con coloro che sono stati feriti proprio da chi doveva prendersi cura di loro, anche dai membri del clero», ha detto il Papa, chiedendo che ogni sopravvissuto possa trovare «ascolto sincero, accoglienza, protezione e cammini reali di guarigione». La nettezza della condanna – definita «spartiacque» dagli osservatori italiani – restituisce una Chiesa che tenta di uscire dalla paralisi, anche se le fratture interne della stessa Conferenza episcopale spagnola restano, per stessa ammissione papale, un ostacolo a una «Chiesa riconciliata che può parlare con maggiore libertà».
La parola si è poi fatta incontro. Nella Nunziatura Apostolica di Madrid, per quasi un’ora, il Pontefice ha ascoltato sei vittime di abusi commessi da sacerdoti e religiosi. Erano volti selezionati da un eterogeneo gruppo di proponenti – il Defensor del Pueblo, le diocesi madrilene, la stessa Conferenza episcopale e il progetto Repara – e accompagnati da personale impegnato nell’accompagnamento delle vittime. Secondo la Sala Stampa vaticana, ciascuno ha offerto «proposte per rendere più efficace la risposta della Chiesa», ricevendo da Leone XIV l’impegno a farne «fondamento per ulteriori sforzi». Tuttavia, proprio la selezione dei partecipanti ha suscitato reazioni aspre tra i sopravvissuti non invitati, che dagli schermi australiani hanno bollato l’incontro come una mera «photo opportunity», segnalando la distanza tra la narrazione ufficiale e il senso di esclusione di chi da anni cerca riparazione senza trovarla.
La tensione tra il richiamo alla giustizia e il sospetto di una comunicazione calibrata è la cifra di questa visita. I media latinoamericani, da San Paolo a Bogotà, hanno sottolineato l’appello papale a un «compromisso firme» per la protezione dei minori, mentre la stampa spagnola, da Madrid, ha insistito sul contrasto con l’atteggiamento di Francesco, che mai aveva affrontato pubblicamente le opacità della gerarchia iberica. In Italia, gli osservatori politici hanno interpretato il lessico della «piaga» come un tentativo di allineare la Chiesa europea a standard di tolleranza zero già rivendicati in altre aree del mondo, un passo che potrebbe influenzare anche il dibattito sulle lungaggini processuali e sulle commissioni d’inchiesta che, in Paesi come la Francia e la stessa Italia, hanno scosso la credibilità dell’istituzione.
Il vero interrogativo, ora, riguarda la capacità di tradurre la «svolta» in riforme strutturali. L’incontro di Madrid ha mostrato che la Chiesa sa ascoltare, ma ha anche reso visibile quanto sia fragile il consenso attorno ai percorsi di riparazione. Se i «cambi reali di guarigione» invocati dal Papa rimarranno appesi a un protocollo ancora da scrivere, lo scatto di questi giorni rischierà di restare confinato nelle cronache di un viaggio storico. La posta in gioco, per gli analisti di Bruxelles, è la credibilità stessa del pontificato americano nella sua proiezione europea: un appuntamento con la verità a cui la Chiesa non potrà più sottrarsi senza pagare il prezzo di uno scetticismo che, da Madrid a Roma, ha già superato i confini del pettegolezzo mediatico.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il Papa ha condannato con forza gli abusi sessuali come una piaga, chiedendo ai vescovi spagnoli misure concrete di ascolto, giustizia e riparazione. In privato ha incontrato sei vittime, ascoltandole con vicinanza, e ha anche ricevuto la presidente regionale per parlare di solidarietà verso i migranti. La visita segna una svolta verso una cultura della cura.
La stampa continentale presenta le parole del Papa come una rottura attesa dopo anni di silenzio sugli abusi da parte dei vescovi spagnoli, contrapponendolo al predecessore. Sebbene le associazioni delle vittime non abbiano trovato una condanna assoluta, la visita è vista come uno spartiacque che spinge la Chiesa spagnola verso una cultura della cura e della riparazione.
La stampa anglosassone sottolinea che il Papa ha incontrato un ristretto gruppo di sopravvissuti, ma altre organizzazioni di vittime hanno bollato l’evento come una mera occasione fotografica. Le proteste e le critiche hanno offuscato il gesto, sollevando dubbi sull’effettivo impegno della Chiesa verso una vera responsabilità.
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