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La morsa su Merz: crollo di fiducia e l'ombra dell'ultradestra

Il cancelliere tedesco lancia l'allarme per le regionali di settembre mentre i sondaggi lo danno al minimo storico. L'AfD spinge per il riavvicinamento alla Russia.

Energia e Clima6 testate1 lingue3 min letturaAgg. 10:23

La crisi politica che attanaglia Friedrich Merz non conosce tregua. A meno di un anno dall’insediamento, il cancelliere tedesco ha lanciato un drammatico avvertimento durante un comizio nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore: una vittoria dell’ultradestra alle elezioni regionali di settembre in Sassonia-Anhalt e nello stesso Land orientale rappresenterebbe «un’esplosione» per il sistema politico tedesco. «In gioco c’è il futuro della Germania», ha dichiarato Merz, mettendo in dubbio la capacità dei partiti moderati di risolvere i problemi del Paese. Le sue parole cadono in un clima di sfiducia senza precedenti: secondo un sondaggio INSA per Bild, il 77% dei cittadini disapprova l’operato del governo, con appena il 15% di giudizi positivi – un nuovo record al ribasso – mentre il 74% ritiene che l’esecutivo non riuscirà a riformare il sistema previdenziale.

In questo vuoto di credibilità si inserisce l’avanzata di Alternative für Deutschland, che nei Länder orientali guida nettamente le intenzioni di voto. Il partito cavalca il malessere economico e la nostalgia per un riavvicinamento a Mosca. A San Pietroburgo, a margine del Forum economico internazionale, il deputato dell’AfD Steffen Kotre ha dichiarato che il gasdotto Nord Stream potrebbe tornare operativo in assenza di ostacoli tecnici, ma manca la «volontà politica» a Berlino e a Bruxelles. Kotre ha inoltre attribuito all’abbandono del gas russo e alle sanzioni la perdita del 15% della produzione industriale tedesca dal 2018, un dato che fotografa «un processo catastrofico di deindustrializzazione». Per il parlamentare, «la sicurezza europea è possibile solo con la Russia, non contro», e l’Unione Europea persiste in una aggressività ideologica che blocca ogni dialogo.

Lo smarrimento non è solo tedesco. Da un’intervista rilasciata a RIA Novosti, l’eurodeputato lussemburghese Fernand Kartheiser ha deplorato la mancanza di leader coraggiosi come de Gaulle o Orbán, capaci di sfidare il consenso atlantico e tracciare una rotta indipendente. Parallelamente, la presidente del Consiglio federale russo Valentina Matvienko ha rilanciato il contrasto tra la solidità delle garanzie sociali in Russia e i tagli alla spesa sociale in Germania, che finanziano il riarmo a scapito dei cittadini. È un canovaccio che amplifica la sfiducia nei partiti tradizionali e alimenta l’attrattiva delle forze sovraniste anche nel resto d’Europa.

Le urne di settembre si caricano così di un significato che travalica i confini tedeschi. Un successo dell’AfD minaccerebbe il consenso postbellico e paralizzerebbe ulteriormente la già fragile coalizione di governo, proprio mentre l’Unione necessita di una guida stabile su energia, difesa e allargamento. Per l’Italia, secondo osservatore attento delle turbolenze tedesche, il rischio è duplice: un motore economico in affanno si ripercuoterebbe sui già incerti equilibri europei, mentre il rafforzamento delle retoriche pro-distensione con Mosca potrebbe indebolire il fronte comune sulla guerra in Ucraina. La posta in gioco, come ha ricordato Merz, non è soltanto il destino di un esecutivo.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Il cancelliere tedesco mette in guardia dal successo elettorale dell'estrema destra in due Länder orientali, definendolo una possibile 'esplosione' per il sistema politico. La posta in gioco va oltre il governo federale: è la capacità delle forze moderate di rispondere alle sfide economiche e politiche.

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Il governo Merz registra un rigetto record da parte dei cittadini, mentre l'industria tedesca si deindustrializza a causa delle sanzioni anti-russe e del taglio della spesa sociale per finanziare il riarmo. Voci dell'opposizione dichiarano che la sicurezza europea è impossibile senza Mosca e che solo ostacoli politici impediscono la riattivazione del Nord Stream, dipingendo Berlino come ostile ma instabile.

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La disillusione verso il cancelliere Merz e il suo vice è in forte crescita: tre quarti dei cittadini non credono che il governo possa risolvere i problemi della previdenza sociale e la maggioranza non si aspetta un pacchetto di riforme prima della pausa estiva. Il commentatore sfida l'esecutivo a sorprendere gli scettici e a dare finalmente prova di concretezza, dipingendo il momento come un test di credibilità politica.

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An-Nahar6 giu, 22:52
Kommersant7 giu, 08:16