L’hantavirus dalla crociera al web: la Hondius riparte, le bufale no
Autorizzata a riprendere i viaggi dopo la disinfezione, la nave lascia Rotterdam mentre gli esperti argentini giudicano il focolaio «contenuto». Ma sui social la disinformazione si moltiplica, tra false cure e complotti.

La nave da crociera MV Hondius, battente bandiera olandese, ha ottenuto il via libera per tornare in mare dopo essere stata sottoposta a una rigorosa disinfezione nel porto di Rotterdam. L’agenzia sanitaria municipale ha dichiarato che «dal punto di vista della salute pubblica non sussistono più ostacoli alla sua entrata in servizio», certificando procedure di pulizia conformi ai protocolli internazionali. La decisione chiude la fase più critica di un allarme che, a metà aprile, aveva scosso l’opinione pubblica globale: a bordo si era sviluppato un focolaio di hantavirus Andes che ha provocato tre decessi e costretto all’evacuazione dei passeggeri a Tenerife.
Il contagio era stato scoperto durante la traversata iniziata il 1° aprile da Ushuaia, nella Patagonia argentina, con scali in remote isole dell’Atlantico meridionale prima di puntare verso Capo Verde e le Canarie. L’hantavirus Andes, endemico in Sudamerica, si distingue perché capace di trasmettersi da persona a persona, caso raro nella sua famiglia virale. Durante il congresso annuale della Società Argentina di Infettivologia a Buenos Aires, gli esperti locali hanno rassicurato che il focolaio appare «abbastanza controllato». Intanto, negli Stati Uniti, 18 cittadini rimangono sotto osservazione presso il centro di quarantena dell’Università del Nebraska: due newyorkesi saranno dimessi la prossima settimana, mentre un terzo prolunga l’isolamento fino al 22 giugno per coprire l’intero periodo di incubazione.
Mentre le autorità sanitarie gestivano l’emergenza, sui social è fiorita un’ondata di disinformazione che ricorda i peggiori eccessi della pandemia di Covid-19. I fact-checker italiani hanno smontato diverse affermazioni prive di fondamento: dall’efficacia dell’ivermectina, impropriamente promossa come antivirale, alla falsa scoperta del virus attribuita al medico cileno Juan Bertoglio, fino alla manipolazione di un video del direttore dell’OMS per accusarlo di orchestrere un inesistente programma di vaccinazione pediatrica di massa. È circolato anche lo screenshot di un presunto articolo su un vaccino a mRNA di Pfizer, in realtà graficamente alterato a partire da una notizia del 2025 su un altro farmaco. Immagini girate all’aeroporto di Tenerife, che mostrano un uomo senza tuta protettiva accanto a operatori equipaggiati, sono state strumentalmente usate per insinuare una messinscena.
La vicenda dell’Hondius offre un’istantanea dei nodi che le autorità sanitarie globali devono affrontare: la rapidità di propagazione di agenti patogeni zoonotici lungo le rotte turistiche e la parallela, inarrestabile propagazione di narrazioni tossiche in rete. Se da un lato l’agenzia di Rotterdam, gli infettivologi argentini e i centri di controllo americani hanno agito con tempestività e trasparenza, dall’altro la resilienza delle teorie complottiste dimostra come la memoria della pandemia recente non abbia ancora generato un’adeguata alfabetizzazione scientifica. Per l’Europa e l’Italia, scala abituale di simili crociere, la lezione è duplice: rafforzare i protocolli di bordo e investire in comunicazione del rischio, perché il prossimo focolaio sarà accompagnato, inevitabilmente, dalla prossima infodemia.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La copertura europea continentale mescola cronaca asciutta della disinfezione della nave e aggiornamenti, con un ampio investimento nel fact-checking su cure fasulle, complotti e vaccini, sottolineando che le autorità sanitarie hanno smentito ogni legame con campagne vaccinali infantili.
La stampa latinoamericana inquadra l'evento come un focolaio gestito e sotto controllo: tre decessi, tredici casi, nave disinfettata e autorizzata a riprendere i viaggi, gli esperti parlano di situazione contenuta senza allarmismi.
La stampa indiana e sud-asiatica si concentra sulla fine della quarantena per alcuni passeggeri statunitensi esposti all'hantavirus a bordo della Hondius, con due newyorchesi pronti a lasciare l'isolamento mentre altri restano in osservazione oltre il 31 maggio, riportando anche il caso di un medico risultato poi negativo.
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