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Golfo dell'Oman, Washington colpisce una petroliera diretta in Iran

Un caccia F/A-18 ha disabilitato la nave vuota e già sanzionata che tentava di forzare il blocco navale. A bordo 24 marinai indiani, lanciato un mayday per un incendio.

Geopolitica5 testate2 lingue3 min letturaAgg. 19:09

Un caccia F/A-18 Super Hornet decollato dalla portaerei USS Abraham Lincoln ha colpito con munizioni di precisione la petroliera M/T Marifex, battente bandiera di Palau, mentre navigava in acque internazionali del Golfo dell'Oman diretta verso un porto iraniano. L'azione, confermata dal Comando centrale statunitense (CENTCOM) l'8 giugno 2026, ha preso di mira i sistemi di propulsione, governo e plancia dopo che l'equipaggio aveva ignorato gli ordini di fermarsi. La nave, vuota e già sottoposta a sanzioni dal Tesoro americano dallo scorso dicembre, ha lanciato un drammatico mayday: «Stiamo bruciando», si sente nella registrazione ottenuta dalla CNN, mentre il sindacato dei marittimi indiani denunciava la presenza di ventiquattro connazionali in pericolo immediato.

L'episodio non è isolato. Secondo i dati diffusi dallo stesso CENTCOM, dall'inizio del blocco navale imposto da Washington ai porti della Repubblica Islamica – una stretta senza precedenti avviata a metà maggio – sette imbarcazioni sono state «disabilitate», 134 ispezionate e dirottate, mentre a 42 navi con carichi umanitari è stato concesso il passaggio. La misura rientra nella strategia di "massima pressione" che mira a strangolare le esportazioni petrolifere iraniane e a interrompere i flussi finanziari verso Teheran. Da Washington l'operazione viene presentata come legittima applicazione di sanzioni; da Teheran, prevedibilmente, come un atto di pirateria in violazione del diritto internazionale del mare.

Le reazioni internazionali si articolano lungo faglie geopolitiche consolidate. Nuova Delhi segue con apprensione la sorte dei marinai indiani, già al centro di precedenti sequestri nel Golfo. Le capitali del Golfo arabo mantengono un basso profilo ufficiale, ma l'escalation a ridosso delle loro acque territoriali alimenta timori per la sicurezza degli stretti strategici. A Bruxelles e nelle cancellerie europee cresce la preoccupazione per la libertà di navigazione in una delle arterie energetiche più vitali del pianeta: ogni restrizione o militarizzazione delle rotte rischia di tradursi in un aumento dei premi assicurativi e dei costi del greggio, con ricadute dirette sui consumatori. Per l'Italia, che importa via Golfo Persico una quota rilevante del proprio fabbisogno, il deterioramento della sicurezza marittima rappresenta una variabile critica in una fase già segnata da tensioni sui prezzi dell'energia.

Al di là del singolo fermo, l'impiego di forza letale contro una nave civile – per quanto sanzionata e vuota – segna un salto qualitativo nell'applicazione del blocco. La scelta di colpire la sala macchine e i sistemi di governo, provocando un incendio a bordo, solleva interrogativi sulla proporzionalità e sul rischio di escalation incontrollata. Analisti mediorientali avvertono che Teheran potrebbe rispondere con azioni asimmetriche, dall'intensificazione della guerra ombra nelle acque regionali al sostegno a gruppi armati in grado di colpire interessi occidentali. In questo scenario, l'Europa – e l'Italia in particolare, come membro del G7 e attore mediterraneo – potrebbe trovarsi a dover mediare tra la solidarietà atlantica e l'urgenza di preservare canali diplomatici che scongiurino una crisi petrolifera di vaste proporzioni.

Come la stessa storia è raccontata altrove.

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Stampa del Golfo araboStampa iraniana e affini · regimeStampa arabo levante-Maghreb
Stampa del Golfo arabopragmatismodistacco

Le forze statunitensi hanno applicato le sanzioni contro l'Iran disabilitando una petroliera vuota che tentava di violare il blocco. L'unità, battente bandiera di Palau e con equipaggio indiano, si dirigeva verso un porto iraniano quando un caccia americano ha colpito con munizioni di precisione i sistemi di propulsione e guida, fermandola senza causare vittime.

Stampa iraniana e affini/ regimeindignazionevittimismoallarme

Washington sostiene di aver messo fuori uso una petroliera legata all'Iran dopo che l'equipaggio avrebbe ignorato gli ordini. Testate vicine a Teheran denunciano che jet americani hanno preso di mira i motori di un'imbarcazione civile, accusando gli Stati Uniti di imporre restrizioni marittime illegali contro la Repubblica Islamica. L'episodio si inserisce in una serie di atti aggressivi contro le navi nella regione.

Stampa arabo levante-Maghrebscetticismopaternalismo

L'esercito americano ha intercettato una petroliera diretta in Iran e ha aperto il fuoco, danneggiando i sistemi di propulsione e guida dopo che l'equipaggio si è rifiutato di obbedire agli ordini. La stampa del Levante e del Maghreb descrive l'azione come l'ennesima imposizione unilaterale del blocco di Washington sui porti iraniani, sollevando dubbi sulla legalità di simili interventi in acque internazionali.

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Hamshahri Online8 giu, 19:09
An-Nahar8 giu, 19:09
Iran International8 giu, 23:13
CNN Arabic8 giu, 23:15
Al Ittihad9 giu, 00:16