Golden Knights, vittoria folle in gara-3: Marner da record, ma è Theodore l'eroe
In una notte di emozioni a Las Vegas, i Golden Knights superano 5-4 gli Hurricanes al secondo supplementare, dopo una rimonta ospite da 4-0. Mitch Marner firma l'hat-trick più veloce nella storia delle finali.

La terza sfida per la Stanley Cup tra Vegas Golden Knights e Carolina Hurricanes è già entrata nella leggenda come una delle più folli degli ultimi decenni. Sul ghiaccio della T-Mobile Arena, i padroni di casa hanno prima costruito un vantaggio apparentemente incolmabile, salvo poi subire la furibonda reazione degli ospiti e infine imporsi con il gol di Shea Theodore a 3:40 del secondo overtime. Il 5-4 finale regala ai Knights il 2-1 nella serie e ribadisce l’imprevedibilità del massimo trofeo hockeistico nordamericano.
Teatro di una serata che solo la città del Nevada poteva orchestrare, il palcoscenico è stato arricchito da trovate spettacolari: dal quarterback dei Raiders (e prossimo debutto in NFL) che ha azionato la sirena d’ingresso, fino al menu gourmet dei chioschi, con la celebre poutine all’astice – omaggio alla tradizione canadese e alla ristorazione d’autore che ormai caratterizza le finali. Un contorno che ha fatto da cornice a un dramma sportivo con pochi eguali, narrato con enfasi dalla stampa nordamericana.
La cronaca della partita, seguita con attenzione in tutto il mondo, ha visto il finlandese Mitch Marner – come sottolineato dai media scandinavi – scrivere la storia realizzando tre reti in appena sei minuti e dieci secondi nel secondo periodo: l’hat-trick più rapido mai registrato in una finale di Stanley Cup, superando un primato che resisteva da decenni. Ma quando il 4-0 sembrava aver chiuso i conti, gli Hurricanes hanno reagito con una tripletta in 39 secondi firmata da Martinook, Hall e Staal, per poi agguantare il pareggio con il russo Andrei Svechnikov a pochissimi minuti dalla sirena. L’analisi dalla Russia ha giustamente esaltato il contributo del giovane talento, decisivo nel prolungare la contesa.
Mentre l’attenzione del pubblico italiano – tradizionalmente più legato al calcio ma sempre più attratto dall’NHL grazie alle dirette streaming – si concentrava sul ghiaccio, la lega non ha rinunciato al suo lato ironico: nella stessa settimana, il portiere dei Tampa Bay Andrei Vasilevskiy ha ricevuto il suo secondo Vezina Trophy con uno scherzo degno di un reality show, orchestrato dal club per sorprenderlo. Un episodio che, nell’ottica del marketing globale, testimonia la volontà di rendere l’hockey un prodotto trasversale e divertente, capace di coinvolgere platee anche al di fuori dei confini nordamericani.
Con la serie che si sposta ancora a Las Vegas per gara-4, l’inerzia è dalla parte dei Golden Knights, ma la rimonta subita ha mostrato fragilità difensive che potrebbero riaprire i giochi. Gli analisti europei concordano: se Carolina saprà capitalizzare l’energia sprigionata nel terzo tempo, la finale potrebbe allungarsi e regalare altre notti di passione. Una cosa è certa: dopo questa maratona, la Stanley Cup 2024 è già un manifesto della resilienza e dello spettacolo che solo l’hockey sa offrire.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
I Golden Knights di Vegas resistono alla furiosa rimonta delle Carolina Hurricanes – tre gol in 39 secondi – vincendo 5-4 al secondo overtime. Il racconto esalta lo spettacolo della città: una stella del football aziona la sirena, i chioschi propongono aragosta poutine e un portiere di punta è bersaglio di uno scherzo bonario.
La Carolina segna tre reti in 39 secondi nel terzo periodo, con il pareggio del russo Andrei Svechnikov che manda la gara al supplementare, ma Vegas vince al secondo overtime. La cronaca si limita a un arido elenco della sequenza dei gol.
Mitch Marner realizza uno storico hat trick portando Vegas sul 4-0 dopo due gol annullati, ma la Carolina rimonta e pareggia prima che i Golden Knights vincano in un finale definito completamente folle. La prestazione di Marner è celebrata come il cuore della serata.
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