Corpo sotto accusa: da Kim Kardashian a Emma Marrone, le star rispondono al body shaming
Da un lato i fan che esultano per una foto senza ritocchi, dall’altro cause legali e appelli alla salute: le celebrità ribaltano il giudizio sul proprio aspetto.

Alla fine di una settimana in cui il corpo delle donne famose è tornato al centro di un dibattito corale, il caso della cantante brasiliana Maiara ha rappresentato un punto di svolta. Dopo giorni di voci incontrollate sul suo drastico dimagrimento e sulle sue condizioni di salute, la team dell’artista ha diffuso una nota di diffida promettendo azioni legali contro la disinformazione, mentre un endocrinologo interpellato ha messo in guardia dai rischi di una perdita di peso accelerata senza supervisione medica. In Brasile, la vicenda ha assunto i contorni di un allarme sociale, non solo per la pressione estetica cui sono sottoposte le figure pubbliche, ma per i riflessi concreti sulla salute fisica e mentale che questa pressione può innescare.
Poche ore prima, in Italia, Emma Marrone aveva scelto una strada diversa ma altrettanto radicale: un video pubblicato sui social senza filtri, con gli addominali in vista e le parole «Amatevi ragazze, sempre e comunque, non ascoltate nessuno». La cantante salentina, che ha affrontato un tumore e ha raccontato i cambiamenti del proprio corpo dovuti alla terapia, ha così risposto a chi le suggeriva di mettersi a dieta, spostando il discorso dal giudizio estetico alla consapevolezza di sé. Un gesto che ha trovato eco anche oltreoceano: negli Stati Uniti, la condivisione di uno scatto senza ritocchi di Kim Kardashian durante il Gran Premio di Formula 1 – con piccole imperfezioni sulla pelle delle braccia – ha scatenato commenti di sollievo tra i follower, uno dei quali ha scritto: «Anche Kim ha la cellulite sulle braccia, che sollievo». Quella foto, pubblicata da un account sportivo russo (su una piattaforma Meta bandita in Russia ma ancora accessibile), ha mostrato come la ricerca dell’autenticità stia erodendo il mito della perfezione digitale.
Dalla Russia, intanto, arrivava la voce di Alena Apina, sessantunenne icona pop sovietica, che ha rivendicato con ironia il diritto a indossare «shorts e natiche scoperte, oppure qualcosa di monacale, a seconda dell’umore», liquidando le critiche ai suoi abiti provocanti con un lapidario: «Alla mia età non c’è nulla di disgustoso o di straordinario». A difenderla, il suo stilista ha evocato il paragone con Cher, che a ottant’anni continua a calcare palchi con body scintillanti, suggerendo implicitamente che l’Europa e gli Stati Uniti hanno ormai metabolizzato standard di libertà che in altri contesti culturali suscitano ancora scandalo. E mentre Bella Hadid, ventinovenne top model americana, si concedeva una giornata in barca in costume intero blu, attirando più ammirazione che polemiche, il confronto tra queste storie disegna una mappa globale della sorveglianza del corpo femminile.
Al di là delle differenze geografiche, ciò che accomuna queste vicende è la reazione delle protagoniste: non più vittime silenziose, ma soggetti attivi che usano la parola, la legge e la trasparenza per ribaltare il paradigma del giudizio. Se la strada giudiziaria annunciata in Brasile segna un innalzamento della posta in gioco, il messaggio di Emma Marrone e la rivendicazione di Apina indicano una via culturale che punta all’accettazione radicale. In un mondo ancora ossessionato dall’immagine patinata, queste voci suggeriscono che il prossimo traguardo potrebbe essere non la perfezione, ma la fine stessa dell’obbligo di piacere.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Bella Hadid si gode una giornata di sole in mare con un costume intero blu che cattura l'attenzione, condividendo sui social momenti di pace in barca. La modella appare in posizioni da meditazione e yoga sullo yacht, irradiando la calma dell'estate. L'attenzione è tutta sull'eleganza informale della scena vacanziera.
In Russia la discussione ruota attorno a uno scatto non ritoccato di Kim Kardashian al Gran Premio di Formula 1, che mostra la realtà dietro l'immagine patinata della celebrità. La foto, pubblicata da un'emittente sportiva su una piattaforma bandita nel Paese, ha scatenato commenti sul suo abito aderente a 45 anni. Analogamente, la cantante 61enne Alena Apina difende il suo guardaroba provocante, respingendo le critiche e sostenendo che alla sua età non c'è nulla di scandaloso.
Il caso della cantante Maiara accende l'allarme sugli effetti di un dimagrimento accelerato e sulla diffusione di voci false sulla sua salute. Dopo le dure critiche all'aspetto, l'artista ha diffuso una nota di condanna delle menzogne, dichiarando che nulla spegnerà la loro luce. La copertura rilancia la richiesta di misure legali contro la disinformazione e riflette preoccupazioni più ampie sulle pressioni legate all'immagine corporea.
Emma Marrone risponde al body shaming con un video carico di sfida, invitando le ragazze ad amarsi sempre e a non ascoltare nessuno. Dopo che un utente le ha suggerito una dieta, la cantante replica di correre verso la vastità senza curarsi dell'ossessione altrui per il suo corpo. Il messaggio celebra la resilienza e respinge la cultura del giudizio online.
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