Apple riscrive Siri, Trump gioca la carta IA: la doppia sfida americana
Da Cupertino a Washington, l'intelligenza artificiale ridisegna strategie aziendali e politiche: iOS 27 promette un assistente finalmente adulto, mentre il presidente valuta partecipazioni pubbliche nelle big tech e inonda il web di meme.

Inizia stasera la WWDC 2026, ultimo keynote di Tim Cook prima del passaggio di consegne a John Ternus. La nuova versione iOS 27, attesa con trepidazione in India e a Taiwan dove gli appassionati si collegheranno in piena notte, segna un punto di svolta: più che un restyling grafico dopo il «Liquid Glass» del 2025, Apple punta a rendere il sistema stabile, efficiente e finalmente intelligente. L’azienda cerca di recuperare il terreno perso dopo i ritardi e le promesse mancate sull’intelligenza artificiale, che l’hanno portata a patteggiare 250 milioni di dollari per una class action. Secondo le anticipazioni di Bloomberg, l’aggiornamento privilegerà prestazioni, efficienza della batteria e un’integrazione profonda dell’IA a livello di sistema.
L’attenzione è concentrata su Siri, il cui nome in codice «Campo» anticipa la più radicale trasformazione da quindici anni. L’assistente diventerà un chatbot a sé stante, con una app dedicata che permette conversazioni continuative, analisi di foto e documenti, e accesso a modelli esterni come ChatGPT, Claude e Gemini – un’apertura che secondo gli analisti asiatici segnala la consapevolezza dei limiti della tecnologia proprietaria. Un nuovo gesto farà scendere un’interfaccia di ricerca e comando universale, mentre la «Visual Intelligence» arricchirà le fotocamere. In Europa, però, cresce lo scetticismo: la stampa spagnola parla di «ultima chance» per Apple, visto che Siri appare obsoleta di fronte agli assistenti di Google, Samsung e Xiaomi, ormai in grado di gestire email, calendari e conversazioni naturali. Come scrive la stampa svizzera, Siri resta un «Sorgenkind» – il bambino problematico di Cupertino.
A oltre tremila chilometri da Cupertino, l’intelligenza artificiale assume i contorni di una leva politica. Donald Trump, alle prese con un calo di popolarità e una guerra con l’Iran mai archiviata, ha trasformato il suo feed su Truth Social in un flusso di meme generati da IA per glorificarsi e attaccare gli avversari – una tattica che, secondo gli esperti americani, serve a «inondare l’ambiente informativo» e distrarre l’elettorato in vista delle elezioni di midterm. Parallelamente, il presidente sta organizzando un incontro alla Casa Bianca con i vertici di Google, Microsoft, OpenAI, SpaceX e Anthropic per discutere una partecipazione finanziaria del governo nelle loro società, con l’obiettivo di creare «quasi una partnership con il pubblico americano».
Le due spinte convergono in una stessa direzione: l’IA diventa terreno di scontro geopolitico e commerciale. Mentre Apple si affida a Google per potenziare Siri – aumentando costi infrastrutturali che, secondo fonti asiatiche, potrebbero riflettersi sul prezzo finale dell’iPhone 18 Pro – l’amministrazione Trump esplora un capitalismo di Stato tecnologico che ricorda le strategie industriali cinesi. La partita è aperta: la credibilità di Apple passa da un assistente che smetta di essere un «Sorgenkind», mentre Washington misura il confine tra investimento pubblico e controllo politico dell’innovazione.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
La stampa del Golfo presenta iOS 27 come un aggiornamento mirato a migliorare prestazioni e autonomia, con un'integrazione più profonda dell'IA. L'approccio di Apple è descritto come pragmatico, incentrato sul perfezionamento piuttosto che su rivoluzioni visive.
La stampa africana anglofona trascura l'evento Apple e si concentra sull'uso politico dell'IA da parte di Trump: meme generati per distrarre l'opinione pubblica dai fallimenti interni e dalla guerra con l'Iran. Lo scenario è completato da piani di investimento governativo in società di IA, dipinti come una ricerca di controllo più che di innovazione.
La stampa europea continentale dipinge il rinnovamento di Siri come il momento in cui il 'bambino problematico' di Apple deve diventare adulto. Dopo anni di ritardi e promesse, l'azienda punta su un'IA integrata direttamente sul dispositivo, ma l'attesa ha logorato la pazienza degli utenti.
La stampa latinoamericana inquadra la conferenza come l'ultima possibilità per Apple di rendere intelligenti i suoi telefoni. Siri è diventata obsoleta di fronte agli assistenti basati su IA generativa, e l'azienda cerca il riscatto dopo il lancio deludente di due anni fa.
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