Anthropic avverte: l’IA potrebbe superare l’uomo. Serve una tregua globale
La società che ha sviluppato Claude denuncia che l’IA scrive ormai l’80% del proprio codice, avviandosi verso un miglioramento autonomo. Chiede una pausa concertata tra Stati Uniti, Cina ed Europa per evitare rischi esistenziali.

Anthropic, l'azienda che ha sviluppato il modello Claude, ha lanciato un allarme che sta facendo discutere la comunità tech globale. Secondo un recente rapporto del suo istituto di ricerca, l'intelligenza artificiale starebbe rapidamente riducendo il ruolo umano nel proprio sviluppo: Claude oggi scrive oltre l'80% del codice che lo alimenta, un anno fa era meno del 10%. Questo trend indica un possibile avvicinamento a uno scenario di "automiglioramento ricorsivo", in cui l'IA progetta, addestra e migliora i propri successori, con un intervento umano sempre più marginale. La prospettiva, come sottolineano da San Francisco, non è fantascienza, ma un rischio concreto che solleva interrogativi urgenti sulla governance tecnologica.
La proposta di Anthropic — un rallentamento o una pausa globale nello sviluppo dell'IA di frontiera — arriva in un momento di competizione sfrenata. Negli Stati Uniti, colossi come OpenAI e Google corrono per la supremazia, mentre il miliardario Elon Musk, in attesa del debutto in borsa di SpaceX, potrebbe vedere con scetticismo qualsiasi freno regolatorio. D'altra parte, da Pechino, la startup DeepSeek incalza con modelli sempre più performanti. Quello che Anthropic chiede è un accordo multilaterale, una sorta di trattato di non proliferazione digitale, che coinvolga le principali potenze e impedisca a chiunque di tirare dritto per conto proprio. Senza un'intesa globale, avvertono gli analisti statunitensi, il vantaggio competitivo di chi si fermasse sarebbe incolmabile.
L'Unione Europea, da sempre più cauta sulla regolamentazione digitale, guarda con interesse a queste proposte. L'AI Act recentemente approvato potrebbe rappresentare un primo tassello, ma per Bruxelles la sfida resta la stessa: evitare che le regole europee diventino un cappio per le aziende del continente mentre gli altri corrono. Non a caso, da Mosca a Stoccolma, osservatori e media russi e svedesi riportano con apprensione l'appello di Anthropic, sottolineando l'urgenza di creare meccanismi di verifica internazionali, simili a quelli utilizzati per gli accordi nucleari. L'approccio scandinavo, in particolare, è attento ai rischi di una perdita di controllo, mentre nel dibattito tedesco si insiste sulla necessità di coinvolgere tutti i grandi player.
Ma al di là delle prospettive geopolitiche, il rapporto di Anthropic getta luce anche su un disagio più intimo e immediato. Le testimonianze anonime dei dipendenti rivelano un senso di smarrimento: «Nei giorni in cui tutto funziona, penso che nulla di quello che faccio abbia più importanza, tutto è automatizzato e migliore di quanto potrò mai essere», confessa uno di loro. «Poi ci sono giorni in cui tutto si rompe e non capisco più cosa stia succedendo». Un paradosso che riflette la tensione tra l'euforia tecnologica e l'ansia della sostituzione. Mentre l'IA avanza, il controllo umano sembra assottigliarsi: non solo sul piano tecnico, ma anche su quello esistenziale. La domanda che emerge, inevitabile, è se saremo ancora in grado di premere il freno quando lo riterremo necessario.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il braccio di ricerca di Anthropic stesso lancia l'allarme: l'IA avanza così rapidamente che la società rischia di restare indietro. Voci interne rivelano una profonda confusione tra i lavoratori, sospesi tra giornate in cui l'automazione sembra insuperabile e altre in cui tutto si rompe, segnalando un'incertezza di fondo sul ruolo dell'essere umano.
Un colosso americano dell'IA avvisa che la tecnologia rischia di sfuggire al controllo umano, con il ruolo della persona che si restringe a ogni nuova generazione di modelli. In Europa si insiste sulla necessità di una pausa globale coordinata, altrimenti Stati e aziende si supereranno a vicenda, lasciando le strutture sociali pericolosamente indietro.
Anthropic lancia l'allarme: la sua IA Claude non solo aiuta i programmatori, ma sta già costruendo la prossima generazione di sistemi di intelligenza artificiale, innescando un ciclo ricorsivo. L'avvertimento è che l'IA potrebbe presto diventare auto-sostenuta, rendendo la supervisione umana più urgente che mai, prima che sia troppo tardi.
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