Algeria, il ct Petkovic rinnovato fino al 2028: obiettivo Mondiale 2026
Il tecnico svizzero premiato con un aumento e due anni di contratto dopo 21 vittorie in 28 gare. Stabilità e fiducia per la sfida del girone con Argentina, Giordania e Austria.

Il 7 giugno 2026, a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali in Nord America, la Federazione algerina di calcio (FAF) ha ufficializzato il prolungamento del contratto di Vladimir Petkovic, commissario tecnico dei “Fennecs”, fino al 31 luglio 2028. La cerimonia, presieduta dal presidente federale e ministro dello Sport Walid Sadi, ha incluso anche i membri dello staff tecnico, sancendo un rinnovamento complessivo che premia un percorso di risultati e ricostruzione.
Dall’arrivo di Petkovic nel febbraio 2024, la squadra ha disputato 28 incontri ufficiali, con un bilancio di 21 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, 67 gol segnati e 22 subiti. Numeri che hanno riportato l’Algeria alla fase finale di un Mondiale dopo le assenze dolorose del 2018 e del 2022, e l’hanno condotta fino ai quarti di finale dell’ultima Coppa d’Africa. La dirigenza algerina, come sottolineato dai comunicati ufficiali, ha voluto così “consolidare stabilità e fiducia nel lavoro svolto”, offrendo al tecnico svizzero un adeguamento salariale e nuovi obiettivi, sebbene non resi pubblici.
L’estensione contrattuale arriva mentre la Nazionale si prepara all’esordio iridato del 17 giugno contro l’Argentina, in un girone che comprende anche Giordania e Austria. Una scelta strategica, tesa a blindare l’ambiente ed eliminare distrazioni prima di un appuntamento che può ridefinire le ambizioni del calcio nordafricano. Dal punto di vista europeo, il caso Petkovic conferma la tendenza di diverse federazioni africane a puntare su tecnici del Vecchio Continente con un progetto a medio termine, sulla scia di quanto fatto da Senegal o Marocco.
Per l’Algeria, il rinnovo sigilla un ciclo virtuoso: dopo le turbolenze seguite alla vittoria della Coppa d’Africa 2019 e ai flop successivi, la stabilità sembra essere la chiave per competere ad alti livelli. L’esame del campo, a partire dalla sfida con l’Argentina di Messi, dirà se la fiducia è ben riposta. Per l’Italia, osservatrice esterna, è il segnale che un avversario storico si sta riorganizzando per tornare protagonista. La cronaca sportiva mondiale attende ora la verifica dei fatti, a cominciare da quel 17 giugno che promette scintille.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
L'estensione del contratto a Petkovic viene celebrata come una ricompensa per l'eccezionale rendimento (21 vittorie in 28 partite) e una mossa strategica per blindare la serenità dei 'Guerrieri del Deserto' prima del match inaugurale contro l'Argentina. La firma prima della partenza per gli Stati Uniti è descritta come un'iniezione di fiducia che consolida la stabilità tecnica e psicologica in vista del Mondiale.
La notizia del rinnovo viene riportata con distacco, elencando i numeri del tecnico (28 panchine, 21 vittorie) e la scadenza fissata al 2028. Pur senza esprimere critiche, la scelta di un titolo interrogativo lascia intendere una certa cautela su una scadenza così lunga prima ancora di vedere la squadra al Mondiale.
La stampa anglosassone sottolinea il buon ruolino di Petkovic (oltre il 75% di vittorie) ma mette in guardia contro il rischio di blindare un allenatore prima del Mondiale, citando precedenti in cui il torneo ha ribaltato entusiasmi. L'estensione con adeguamento salariale è letta come una scommessa calcolata, dove il vero termometro sarà il girone con Argentina, Austria e Giordania.
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