Bahrain vieta i viaggi in Iran e Iraq: nuova stretta nel Golfo tra tensioni e accuse incrociate
Manama ferma i cittadini per «aggressione iraniana», mentre Teheran denuncia la repressione degli sciiti. L’Italia e l’Europa osservano con apprensione la sicurezza degli Stretti.

Il Ministero dell’Interno del Bahrain ha annunciato martedì il divieto per tutti i cittadini di recarsi in Iran e in Iraq «fino a nuovo ordine», adducendo «le persistenti tensioni di sicurezza» e le «conseguenze dell’aggressione iraniana». La decisione, accompagnata dall’avvertimento di sanzioni legali per i trasgressori, si inserisce in un clima di crescente allarme nel piccolo regno del Golfo, sede della Quinta Flotta statunitense e del Comando centrale delle forze navali americane. Da settimane Manama riferiva di attacchi missilistici e con droni attribuiti a Teheran o ai suoi alleati, in un’escalation che ora si traduce in misure restrittive dirette verso la popolazione.
Dietro la motivazione ufficiale si cela una trama più complessa. Solo a maggio 2026, le autorità avevano arrestato 41 persone definite la «cellula principale» legata alle Guardie della rivoluzione iraniana, mentre nei mesi precedenti si erano moltiplicate le accuse di «attività sovversive» di matrice sciita. Secondo l’ottica iraniana, il divieto di viaggio è l’ultimo tassello di una campagna repressiva che colpisce la comunità sciita del Bahrain: Teheran cita la revoca della cittadinanza a decine di cittadini e l’arresto di religiosi come una «punizione medievale» e una violazione palese dei diritti umani, parole usate dal portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baghaei. L’Iran, da parte sua, rivendica i raid di rappresaglia condotti dopo le aggressioni subite, un passaggio che i comunicati di Manama omettono sistematicamente.
Per l’Italia e l’Europa, l’inasprimento delle tensioni nel Golfo non è un dettaglio remoto. La stabilità dello Stretto di Hormuz e delle rotte energetiche resta cruciale per l’approvvigionamento di gas e petrolio, e il Bahrain, seppur piccolo, è un tassello centrale nella strategia di sicurezza occidentale grazie alla presenza della Quinta Flotta. Analisti europei temono che la spirale di accuse e rappresaglie – che oggi si manifesta con un divieto di viaggio – possa estendersi a ulteriori restrizioni diplomatiche o economiche, minacciando gli equilibri su cui da decenni poggia la sicurezza energetica del Mediterraneo.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Il Bahrein ha vietato i viaggi verso Iran e Iraq, adducendo protratte tensioni di sicurezza e quelle che definisce le conseguenze dell'aggressione iraniana. Il provvedimento, comunicato dal ministero dell'Interno, è presentato come una cautela per l'incolumità dei cittadini e si inserisce in una serie di misure di sicurezza adottate da Manama negli ultimi mesi.
Un paese arabo ha proibito ai propri cittadini di recarsi in Iran e Iraq, invocando timori per la sicurezza regionale senza menzionare le parti che hanno per prima cosa aggredito il suolo iraniano. La decisione, descritta come reazione ai contrattacchi iraniani, è vista dai critici come l'ennesimo tassello di una repressione che comprende la revoca della cittadinanza e l'arresto di religiosi sciiti.
Il Bahrein ha proibito ai cittadini di viaggiare in Iran e Iraq, reagendo al perdurare delle tensioni di sicurezza causate da quella che definisce l'aggressione peccaminosa iraniana. Il ministero dell'Interno ha sottolineato che saranno adottate misure legali contro i trasgressori, inquadrando la decisione nella salvaguardia della sicurezza nazionale.
Il Bahrein ha vietato ai propri sudditi di recarsi in Iran e Iraq nel quadro del conflitto mediorientale. I media regionali segnalano che, durante la fase attiva degli scontri tra Iran e Stati Uniti, le strutture militari americane in Bahrein hanno subito danni rilevanti a causa degli attacchi iraniani, offrendo un contesto allo stato di allerta del regno.
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