Real Madrid, elezioni tra veleni e visioni: Raúl, affari e l'ombra del complotto
Florentino Pérez denuncia un piano per ucciderlo, mentre Riquelme punta su Raúl González. Si vota il 7 giugno: due modelli opposti per il futuro del club. Intanto il Como guarda all'accademia madrilena.

Alle soglie delle prime elezioni presidenziali contese dal 2006, il Real Madrid è scosso da un’accusa che mescola cronaca nera e potere: Florentino Pérez, presidente dal 2009, avrebbe denunciato al Tribunale nazionale spagnolo un complotto per ucciderlo, ordito nel 2019. L’audio, diffuso dalla radio catalana RAC 1 e ripreso in Portogallo, cita l’imprenditore Sánchez Galán quale mandante. La rivelazione, a pochi giorni dal voto del 7 giugno, getta un’ombra sulla sfida tra Pérez e lo sfidante Enrique Riquelme, imprenditore alicantino che cerca di incarnare un cambiamento radicale.
Riquelme ha promesso di riportare l’anima madridista affidando la direzione sportiva a Raúl González Blanco, figura iconica del club. “Nessuno conosce meglio la casa blanca”, ha dichiarato in un’intervista, già rilanciata dai media iberici, aggiungendo di aver già bloccato un secondo giocatore. La scelta evoca l’inflessibile massima di Santiago Bernabéu, scomparso nel 1978: “Non esistono giocatori giovani o vecchi, esistono buoni o cattivi”. Un manifesto di esigente pragmatismo che Riquelme vorrebbe risuscitare, in contrapposizione all’era della gestione Pérez.
Secondo indiscrezioni pubblicate a Madrid, il presidente uscente sta invece lavorando a una profonda revisione finanziaria: trasferire il “business calcio” in una nuova filiale e cedere fino al 10% a investitori privati, mantenendo il club come holding. L’operazione, studiata da oltre un anno, punta a iniettare liquidità senza alienare i soci, ma rischia di essere letta come uno scivolamento verso la privatizzazione. Dietro le urne si scontrano così due visioni: il richiamo carismatico alle leggende da parte di Riquelme e l’architettura societaria di Pérez, che negli anni ha reso il Real un colosso commerciale globale.
La dimensione internazionale del confronto emerge anche dal mercato. Oltre i Pirenei, il Como – neopromossa italiana che già ha valorizzato Nico Paz – sta puntando César Palacios, talento della cantera madrilena. La notizia, battuta dalla stampa indonesiana e circolata negli ambienti calcistici europei, rivelerebbe che il Real Madrid intende conservare il 50% dei diritti del giovane, secondo una formula sempre più diffusa per controllare i prospetti migliori e monetizzare senza perderne il controllo. Un segno di come i destini del club spagnolo incrocino sempre più spesso quelli del calcio italiano, alla ricerca di occasioni e collaborazioni.
L’esito del voto determinerà non solo la guida del sodalizio più titolato al mondo, ma anche gli equilibri di una governance che influisce sull’intero calcio continentale. Se Riquelme incarna la nostalgia di un’età dell’oro fatta di bandiere e identità, Pérez offre la continuità di un modello d’impresa proiettato verso fondi e sponsor. Mentre le rivelazioni sul presunto attentato rischiano di inquinare il dibattito, l’Europa sportiva osserva: in gioco non c’è solo la poltrona, ma la filosofia che plasmerà il Real Madrid del futuro.
Come la stessa storia è raccontata altrove.
Negli audio trapelati, Florentino Pérez denuncia un complotto per assassinarlo, gettando ombre sulla lotta di potere al Real Madrid alla vigilia delle elezioni. La memoria di Santiago Bernabéu, che ripeteva come solo il rendimento conti, fa da controcanto a questo clima di sospetti.
Enrique Riquelme promette che Raúl sarà il nuovo direttore sportivo se vincerà le elezioni, mentre Florentino Pérez valuta il trasferimento del ramo calcistico a una nuova controllata per cedere fino al 10% a un investitore privato. La campagna si gioca tra colpi a effetto e mosse di bilancio, con il club di fronte a un bivio sulla sua proprietà.
Il club italiano Como punta a prelevare un altro talento dal vivaio del Real Madrid, Cesar Palacios, dopo il successo di Nico Paz. Il Real Madrid conta di mantenere il 50% dei diritti economici, segno di un rapporto commerciale ormai consolidato tra i due club.
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